Approvato il piano tavoli fuori a Firenze, in vigore dal 21 marzo

approvato
Foto archivio da profilo Fb del Sindaco Nardella

Approvato dal  Consiglio comunale di Firenze a maggioranza il nuovo regolamento sulla concessione degli spazi esterni a bar e ristoranti: favorevoli Pd e Lista Nardella, contrari Lega e Sinistra Progetto Comune, astenuti Forza Italia, Movimento 5 stelle e gruppo misto.

 

Il piano tavolini, su proposta dell’assessore allo Sviluppo economico Federico Gianassi, entrerà in vigore dal 21 marzo e si chiuderà il 6 novembre: il diritto di concessione sarà riservato solo agli esercizi di somministrazione e non si potranno inserire tavoli sul lato opposto della carreggiata dove si ha il locale. La città sarà divisa in due, tra area Unesco e quella fuori dal centro, con regole stringenti (per l’area Unesco si potrà usare un solo posto auto) e più sanzioni (specialmente per chi non ha l’autorizzazione). Dopo un pomeriggio di dibattito (e di modifiche al testo), è stato chiarito che non ci sarà la possibilità di inserire i tavoli davanti all’ingresso dei condomini: su questo punto, rispetto a quanto approvato in commissione sviluppo economico, è stata eliminata la dicitura che prevedeva il ‘nulla osta’ dei condomini. In alcune strade (tra cui via Calzaiuoli) non sarà possibile avere la concessione. In generale si potranno sistemare i tavolini solo sui marciapiedi larghi almeno 2,5 metri.

Diverse le reazioni: “Il nuovo piano per i tavolini all’aperto ci soddisfa”, dice il segretario generale di Confartigianato Imprese Firenze Jacopo Ferretti, mentre per il capogruppo della Lega Federico Bussolin “il regolamento è scritto male in capo alle competenze tra condomini, locali ed amministrazione”. Secondo i consiglieri di Sinistra Progetto Comune Dmitrij Palagi e Antonella Bundu è stato un errore respingere “la richiesta di rimandare la votazione alla prossima settimana, nonostante sia stata votata da tutte le opposizioni”, il capogruppo del gruppo Centro Ubaldo Bocci ha sottolineato che “Gianassi ha portato 16 variazioni su 14 articoli e questo la dice lunga su come era stato fatto”.

Soddisfazione da parte del Pd: “Il testo – ha affermato il capogruppo dem Nicola Armentano – è il risultato di un grande confronto con tutti gli stakeholders, un punto di equilibrio ottimale tra il sostegno alle attività commerciali e la tutela delle esigenze dei residenti”.

 

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