Gio 25 Lug 2024
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Anarchici: l’inchiesta di Genova ‘punta’ anche sulla Toscana

L’inchiesta  prende di mira il quindicinale Bezmotivny, indicato dal giudice come strumento di diffusione “dell’attività apologetica ed istigatoria” promossa dal circolo  ‘Gogliardo Fiaschi’ di Carrara. Sottoposta a perquisizione anche la tipografia Avenza Grafica a Massa

“L’anarchia è una pratica di vita, in pochi riescono davvero e con poca fatica ad abbracciarla completamente”, questa la frase di Luca Aloisi, uno degli anarchici indagati nell’inchiesta della Dda di Genova, che il giudice delle indagini preliminari, Riccardo Ghio, ha denunciato come indicativa del fatto che il pericolo di reiterazione “è elevatissimo”.

Per Aloisi, così come per Andrea Grazzini, Jessica Butoni, Veronica Zegarelli e Michele Fabiani,il giudice ha disposto l’obbligo di dimora; agli arresti domiciliari, invece, sono finiti Gino Vatteroni, Paolo Arosio, Gaia Taino e Luigi Palli.

Sotto la lente della legge c’è la rivista anarchica Bezmotivny (Senza motivo): in particolare  l’articolo firmato da tale “Cime tempestose”, che dopo un preambolo dedicato al Covid e alle chiusure imposte dalle norme, con “gli sbirri che sorvegliano le strade, che ti denunciano, ti multano, ti identificano… sempre e sempre più contatto con i picchiatori di Stato un po’ più nervosi del solito”, prosegue con un attacco a Mattarella.

Nell’ordinanza si legge: “È praticamente certo che l’attività apologetica ed istigatoria proseguirà sostenuta dal vincolo associativo che, in quasi tre anni di vita, si è consolidato ed è il motore della vita del periodico. Tutti sono assiduamente dediti alla formazione della rivista, ciascuno col proprio ruolo principale, che spesso si accompagna ad attività diverse”.In particolare, Vatteroni dirige ed organizza il lavoro degli altri, è il riferimento di ogni questione, “tiene i contatti con attivisti di ogni parte d’Italia, programma iniziative feder-attiviste di ogni tipo, cura la diffusione della rivista”; Arosio scrive numerosi articoli, tiene i contatti con le giovani leve, concorre alla distribuzione della rivista. Taino scrive anche lui articoli, traduce gli scritti di anarchici di altre nazioni, corregge quelli redatti dagli altri. Aloisi “è coinvolto anche nelle questioni logistiche, ad esempio nella ricerca di una macchinario che consenta al sodalizio di rendere autonoma la stampa del periodico, partecipa agli incontri promozionali del giornale, scrive anche articoli dal contenuto fortemente istigatorio”.

Palli, infine, è il tipografo che realizza materialmente “Bezmotivny” ma è anche l’autore di numerosi articoli, in cui promuove fortemente il compimento di azioni violente, partecipa alle varie iniziative di diffusione del periodico.

Gli anarchici arrestati dalla Dda di Genova non erano nuovi alla legge; già a inizio 2019, infatti, bloccarono  la requisitoria del pubblico ministero Sparagna durante l’udienza del processo Scripta Manent a Torino.

Inoltre Arosio, Grazzini, Fabiani, Palli e Butori hanno precedenti anche per reati della stessa indole di quelli per cui sono stati arrestati, e Grazzini, scrive il gip, “avrebbe tenuto le condotte contestate mentre era ai domiciliari per una precedente condanna”.

Durante l’udienza di Torino l’attivista Marta Bifani ha letto un comunicato in cui rivendicava “il nostro percorso rivoluzionario e proprio a questo percorso appartengono gli anarchici oggi sotto processo. Siamo tutti coinvolti ed i boia dello stato non possono definire e né comprendere le nostre idee e le nostre vite. Solidarietà ai prigionieri anarchici e rivoluzionari’.

L’attività degli anarchici arrestati tra Genova e Carrara  ruotava intorno al circolo culturale anarchico ‘Gogliardo Fiaschi’ di Carrara, un circolo che fa attività militante ed espone alle manifestazioni la propria bandiera, nera con scritte rosse di riconoscimento.

Nel dicembre scorso il ‘Gogliardo Fiaschi’ aveva manifestato solidarietà ad Alfredo Cospito, l’anarchico detenuto con il 41 bis per terrorismo, postando sulla propria pagina Fb la foto di un intervento dello stesso Cospito a Carrara risalente addirittura al 1990 durante l’occupazione che la formazione anarchica Germinal fece al teatro cittadino. Sopra la foto che mostra Cospito affacciato a un balcone, il circolo Fiaschi scrive “Alfredo Cospito all’occupazione del Germinal”.

Di Cospito, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, ci sarebbero interviste e scritti anche nella rivista anarchica Bezmotivny,, oltre ad altre pagine dedicate a rivendicazioni di alcuni attentati terroristici del passato.

La rivista è un quindicinale di recente pubblicazione, inaugurato a dicembre 2020 e pensato per dare voce ai militanti anarchici e porre temi di riflessione e di lotta politica antagonista. Il nome del periodico si richiama agli anarchici bezmotivny che, in Russia ai primi del ‘900, scelgono di colpire la borghesia per rompere la pacificazione sociale e radicalizzare l’attacco allo Stato senza apparente motivo valido.

Il circolo ‘Gogliardo Fiaschi’ è a Carrara in via Giuseppe Ulivi, una strada non distante dalla sede del Comune; una semplice stanza al piano terra, un po’ buia che si distingue per i manifesti appiccicati sulla porta a vetri con telaio in legno. L’accesso dà direttamente sul marciapiede.

Il circolo è da tempo attivo con eventi e incontri di tipo culturale o letterario, con temi che riguardano soprattutto lavoro, ambiente e antropologia.

Gogliardo Fiaschi (1930-2000), partecipò da ragazzino alla Resistenza contro i gruppi nazifascisti, prendendo parte da 13enne alle attività della formazione partigiana anarchica ‘Gino Lucetti’ che operava sulle Alpi Apuane. Trasferitosi in Spagna nel 1957, venne poi arrestato a seguito di un fallito attentato al generale Francisco Franco, scontando la pena prima in Spagna poi in Italia. Rilasciato nel 1974, tornò poi a Carrara, dove aprì il circolo culturale che ancora porta il suo nome