Agguato Piazza Dalmazia, Nardella: “Politica non sfrutti intolleranza”

Nardella

“Io credo che ci sia una parte di politica che invia messaggi ambigui e confonde il sacrosanto principio della legalità che riguarda tutti con l’intolleranza verso soggetti di etnie diverse”. Lo ha detto il sindaco di Firenze, Dario Nardella, a margine della cerimonia commemorativa di Samb Modou e Diop Mor, i due senegalesi uccisi in piazza Dalmazia a Firenze, il 13 dicembre 2011, dal simpatizzante di estrema destra Gianluca Casseri poi morto suicida.

“Oggi tutti, i politici per primi – ha aggiunto – hanno una grande responsabilità, quella di non usare la fragilità delle persone e i sentimenti di intolleranza e egoismo. Quando la politica, per scopo di consenso elettorale, soffia sul fuoco sfruttando le paura dei cittadini si macchia di una responsabilità gravissima. Il principio di legalità è al di sopra di ogni forma di discriminazione”.

Sull’assenza di esponenti della destra alla cerimonia, Nardella ha risposto affermando “che questa non è una commemorazione politica. Io indosso la fascia tricolore e rappresento tutta la città, mi piacerebbe vedere qui i rappresentanti della destra a affermare i principi sacrosanti della nostra Costituzione”.

Il sindaco ha sottolineato che ciò che è successo il 13 dicembre 2011 “è una ferita profonda nel cuore della città di Firenze”, da sempre una città “aperta”. Per il sindaco “non basta ricordare, ma bisogna lavorare sull’educazione, così si costruisce una comunità vera”.

“La strage di piazza Dalmazia del 2011 è una ferita profonda nel cuore della città di Firenze, che è sempre stata una città ‘aperta’, plurale, dialogante. È una ferita determinata da un atto deliberato di violenza razziale, che è la peggiore forma di violenza perché si basa sull’annullamento della dignità umana, sull’odio, sull’intolleranza, sentimenti che non vanno mai minimizzati o giustificati. Anzi, dobbiamo sapere distinguere i valori profondi che sono alla base di una comunità che vuole vivere in pace e che vuole rispettare i principi fondamentali che sono scritti nella nostra Costituzione”, ha aggiunto il sindaco.

“Ricordando ciò che successe nel 2011 – ha continuato  Nardella – Firenze afferma di essere una città forte unita e democratica, che sa riconoscere il valore della vita umana. É per questo siamo qui, nella speranza che tanti giovani possano crescere come buoni cittadini perché non basta solo ricordare, bisogna anche lavorare sull’educazione, la scuola e le famiglie: solo così si costruisce una buona e vera comunità”.

“Oggi tutti, i politici per primi – ha aggiunto il sindaco – hanno una grande responsabilità, quella di non usare la fragilità delle persone e i sentimenti di intolleranza e egoismo. Quando la politica, per scopo di consenso elettorale, soffia sul fuoco sfruttando le paura dei cittadini si macchia di una responsabilità gravissima. Quando poi succedono fatti gravi come quelli che sono accaduti in tante città italiane, a Firenze l’omicidio di Idy Diene e la strage di piazza Dalmazia, è troppo tardi per recriminare, giustificarsi e chiedere scusa. Bisogna lavorare per prevenire atti di violenza ingiustificabile e barbara e questo compete alla società civile, al mondo della cultura, ma prima di tutto alle istituzioni. I politici che le rappresentano devono sapere che rappresentano il Paese, la Repubblica e devono per primi rispettare i principi della Costituzione italiana”.

“Io credo che ci sia una parte di politica che invia messaggi ambigui – ha concluso il sindaco Nardella – e confonde il sacrosanto principio della legalità che riguarda tutti con l’intolleranza verso soggetti di etnie diverse.”

Intanto gli studenti di Firenze del liceo Dante, Da Vinci, Castelnuovo e Agnoletti (Sesto Fiorentino) hanno deciso di trasformare le insegne delle loro scuole, intitolandole alla memoria delle due vittime: Samb Modou e Mor Diop.

“Sono stati uccisi solo per il colore della loro pelle – spiega Gabriele Minelli della Rete degli Studenti Medi – noi crediamo nell’antirazzismo, caratteristica fondamentale per uno Stato democratico. Per questo dobbiamo dire con forza che Firenze è antirazzista, nonostante il clima d’odio che sta crescendo.”

Alla cerimonia, che si è svolta intorno alla targa che nella piazza ricorda l’assassinio di Samb Modou e Diop Mor, oltre al sindaco erano presenti l’ambasciatore del Senegal in Italia Mamadou Saliou Diouf, l’assessore ad Accoglienza e Integrazione Sara Funaro, l’assessore all’istruzione del Comune di Scandicci e presidente dell’Associazione dei senegalesi di Firenze Diye Ndiaye, il presidente del Consiglio comunale Andrea Ceccarelli, il presidente del Quartiere 5 Cristiano Balli, alcuni consiglieri comunali tra cui Fabrizio Ricci, Serena Perini, Tommaso Grassi e Donella Verdi e a una rappresentanza di consiglieri di Quartiere.

Presenti tra gli altri l’imam del capoluogo toscano e presidente dell’Ucoii Izzedin Elzir, il rabbino Amedeo Spagnoletto, il console onorario del Senegal avvocato Eraldo Stefani, la vedova di Samb.

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