Gio 29 Feb 2024

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Aamps Livorno, stato agitazione e sciopero

Livorno, un nuovo stato di agitazione a partire dal 9 gennaio e uno sciopero per il 23 gennaio. È quanto proclamato dai sindacati Fp-Cgil, Fit-Cisl, Uiltrasporti e Fiadel, per i lavoratori della Aamps di Livorno, azienda di gestione dei rifiuti.

I sindacati definiscono “il comportamento dell’amministratore unico Raphael Rossi assolutamente non rispettoso dei rapporti sindacali”. “Dopo un anno di richieste di dati da parte dei lavoratori e incontri farsa tra Amministratore unico e lavoratori – sottolineano in una nota – veniamo informati dalla stampa che il bilancio di Aamps Livorno del 2023 si regge solo se l’impianto, invece di chiudere a ottobre, chiude a dicembre. Non solo, apprendiamo che la soluzione dell’Amministratore unico per ripianare il budget è, ancora una volta, agire sulle tasche dei lavoratori. Questo scenario è inaccettabile”.

Per le organizzazioni sindacali “un amministratore di un’azienda deve perseguire il bene della stessa e non interessi ideologici e deve sapere che se non si rinnova l’autorizzazione l’impianto deve spengere l’interruttore a novembre 2023.

Inoltre, “il destino dei 40 lavoratori del termovalorizzatore, per quanto riguarda il mantenimento salariale, non è ancora chiaro”, “l’internalizzazione di Avr non è solo necessaria ma doverosa, sia perché lo spazzamento è un servizio che fa parte della raccolta dei rifiuti, sia per dare dignità a lavoratori che devono sempre fare i conti con stipendi non pagati o accessori non pagati”.

“Ma questa internalizzazione ha un costo noto da quando abbiamo iniziato a parlarne ed il sindaco ha garantito a questi lavoratori parità di salario con un accordo firmato con le organizzazioni sindacali. Ora mettiamo sul tavolo che questa operazione abbia un costo di un milione e mezzo e senza inceneritore, nel 2023, potrebbe portare deficit. L’amministratore unico ha mai esaminato i bilanci in prospettiva? Ha una visione industriale dell’azienda?”.

“Per quanto ci riguarda il tempo è finito – concludono le sigle sindacali -, la pazienza ha un limite, le organizzazioni sindacali devono essere consultate quando si decide del destino dei lavoratori”.

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