A Firenze giornata di mobilitazione per sostenere la liberazione di Marwan Barghouti, il leader palestinese in carcere dal 2002.
L’iniziativa, promossa da Campagna per la liberazione di Marwan Barghouti e di tutti i prigionieri palestinesi, Rete degli enti Locali per i diritti del popolo palestinese e associazione Nelson Mandela Forum, si è svolta all’esterno del palasport fiorentino, davanti alla riproduzione in vetro della cella di Robben Island dove fu rinchiuso Nelson Mandela. L’evento si è poi concluso con un pranzo di raccolta fondi a cui, secondo gli organizzatori, hanno partecipato oltre 600 persone.
Ospite d’onore Arab, il minore dei quattro figli di Barghouti a cui Massimo Gramigni, presidente dell’associazione Nelson Mandela Forum ha consegnato le chiavi della cella che si trova all’esterno dell’impianto di Campo di Marte. “Abbiamo bisogno di fare qualcosa in più – afferma Gramigni – e di dire a tutti che Barghouti deve essere libero, perché solo una persona libera può trattare per il suo popolo” “per arrivare al sogno dei due popoli e due Stati”.
Nel corso della mattinata Arab Barghouti ha ricevuto gli attestati delle cittadinanze onorarie conferite da sette Comuni toscani al padre:
Barberino-Tavarnelle, Calenzano, Campi Bisenzio, Impruneta e Vicchio in provincia di Firenze, Calcinaia e Pontedera in provincia di PIsa. Tra i presenti, i parlamentari dem Arturo Scotto ed Elena Boldrini, Antonella Bundu reduce dall’esperienza a bordo della Global Sumud Flotilla, oltre a numerosi esponenti delle amministrazioni locali. Dal palco è intervenuto anche il presidente della Toscana Eugenio Giani: “Il genocidio che si consuma a Gaza e quello che vediamo in questi giorni in Libano è assolutamente inaccettabile” ha detto il governatore che ha espresso “la totale solidarietà” a Marwan Barghouti “per le condizioni in cui è vessato”. “Dobbiamo essere tutti uniti, fare una pressione fortissima per dargli il giusto supporto e sostegno”, ha concluso.
