Sollicciano, i lavori non sono mai partiti

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    Sollicciano, i lavori non sono mai partiti
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    I lavori annunciati dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria per far fronte alla drammatica situazione del carcere fiorentino di Sollicciano non sono mai partiti. A denunciarlo è il Garante dei detenuti di Firenze.

    Annunci, annunci e nient’altro che annunci. A farlo notare questa volta è il Garante per i detenuti del Comune di Firenze Giancarlo Parissi. E la sua denuncia riguarda i 9 milioni di lavori annunciati dal Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria. Non sono mai stati utilizzati, perché i lavori non sono mai partiti. Erano stati più volti annunciati in coincidenza con i fatti gravi che hanno punteggiato anche l’estate che sta terminando. Il Dipartimento aveva dato notizia tre mesi fa di stare per procedere all’aggiudicazione della progettazione dei lavori. Ma poi, niente. Solo manutenzione ordinaria, pagata e gestita dalla Casa circondariale di Sollicciano, senza Dap né Ministero. Lavandini otturati, cavi della corrente scoperti, chiazze di umido. Le cose più imbarazzanti, niente di strutturale. Suicidi, autolesionismo, proteste. Niente è servito. Il sequestro da parte della magistratura di sette sezioni per carenze igienico sanitarie. Niente. E nemmeno l’avvicinarsi dell’udienza pubblica della Corte costituzionale del 22 settembre sulle condizioni inumane e degradanti del carcere fiorentino di Sollicciano. Niente, i lavori strutturali non sono mai partiti, né si hanno notizie in merito per il futuro. Al contrario, Giancarlo Parissi, il Garante per i detenuti fiorentino, svela anche che già circola una data per la riapertura delle sezioni sequestrate della magistratura. Metà ottobre. Eppure, nonostante il trasferimento di 230 detenuti, il sovraffollamento è peggiorato.