Sono stati dimessi dal pronto soccorso dell’ospedale di Livorno due dei tre operai rimasti feriti in un incidente oggi all’interno della raffineria Eni Industrial Evolution livorno, che sta curando la trasformazione del sito in bioraffineria, mentre il terzo lavoratore si trova in rianimazione: non è in pericolo di vita, spiegano dalla Asl, ma è intubato e sedato per stabilizzarlo.
In una nota Eni precisa che si è trattato di “una esplosione legata al disservizio di un’apparecchiatura dell’impresa esterna alla quale stavano operando i tre lavoratori della ditta esecutrice, e non di un’esplosione dovuta a sostanze idrocarburiche”. “Eni Industrial Evolution conferma che sta prestando la propria massima collaborazione per tutti gli accertamenti in corso da parte delle autorità intervenute sul luogo dell’incidente”.
“Quanto avvenuto ripropone ancora una volta il tema della sicurezza lungo tutta la catena degli appalti e dei subappalti. Non possono esistere lavoratori con meno tutele perché dipendenti da un’impresa appaltatrice o subappaltatrice. Chi lavora nello stesso sito e affronta gli stessi rischi deve avere gli stessi diritti, la stessa formazione, le stesse protezioni e le stesse garanzie”. Così in una nota la Filctem Cgil Livorno esprimendo “forte preoccupazione per il grave infortunio avvenuto all’interno del cantiere Saipem, dentro la raffineria Eni ” che ha coinvolto tre lavoratori di una ditta in subappalto.
Per la Filctem Cgil le aziende committenti “devono rispondere della sicurezza dell’intera filiera, verificando con rigore organizzazione del lavoro, manutenzione delle attrezzature, formazione e rispetto delle procedure. La moltiplicazione dei passaggi negli appalti non può diventare un modo per diluire responsabilità, comprimere i costi e ridurre le tutele. Non a caso la Cgil è impegnata nella raccolta delle firme per la proposta di legge di iniziativa popolare: ‘stesso lavoro, stessi diritti. Per un lavoro dignitoso, sicuro e tutelato lungo tutta la catena degli appalti’. La sicurezza non può fermarsi al cancello dell’azienda committente e non può cambiare in base al contratto applicato o al nome scritto sulla busta paga”.
“In attesa che venga chiarita l’esatta dinamica dell’accaduto e accertate tutte le responsabilità, esprimiamo la nostra vicinanza ai lavoratori feriti e alle loro famiglie, augurando loro una pronta guarigione” conclude il sindacato
