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Lun 7 Set 2026
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Nona edizione di “Genius Loci”: alla scoperta di “Santa Croce”

Dal 24 al 27 settembre, a Firenze, il Complesso Monumentale di Santa Croce si apre al dialogo tra l’arte e i linguaggi della contemporaneità con la storia, la memoria e l’identità,  in 20 appuntamenti tra prime e produzioni site specific. Ingresso libero su prenotazione, da martedì 8 settembre. Di seguito il programma nel dettaglio

Genius Loci alla scoperta di Santa Croce è un festival pensato per valorizzare uno spazio identitario e culturale, sperimentando un nuovo modo di fare comunità.  Il regista e attore Abel Ferrara nel reading dedicato a San Francesco su parole di Gabriele Tinti ispirate alla Pala Bardi conservata in Santa Croce; il filosofo Maurizio Ferraris, la storica Daniela Cotimbo e lo scrittore Marco Malvaldi in confronto sull’IA; l’attore Ascanio Celestini e il racconto collettivo di chi resta ai margini; il sassofonista James Brandon Lewis con il batterista Chad Taylor nell’omaggio a John Coltrane nei 100 anni dalla nascita; il concerto all’alba del cantante Alberto Ferrari dei Verdena, il filosofo Mauro Ceruti nella lectio sull’umanesimo planetario del maestro Edgar Morin, da poco scomparso. E ancora: la Compagnia Lombardi Tiezzi nella nuova produzione sulla vita di San Francesco; il batterista Hamid Drake in inedito trio; il duo di musicisti ucraini composto da Heinali e Andriana-Yaroslava Saienko; Dal:um, duo coreano formato da Ha Suyean e Hwang Hyeyoung; l’irlandese Naomi Berrill; il polistrumentista Davide Ambrogio; l’omaggio a Leonard Cohen nel 10/o anniversario dalla scomparsa degli Admah Hotel; la cantante e attrice etiope Saba Anglana. Sono alcuni degli ospiti principali che prenderanno parte a produzioni inedite ed eventi site specific per la nona edizione del festival “Genius Loci: alla scoperta di Santa Croce”, la manifestazione che si svolgerà da giovedì 24 a domenica 27 settembre all’interno del Complesso Monumentale di Santa Croce a Firenze, a cura di Controradio Club, Opera di Santa Croce e Controradio. L’evento, realizzato con il contributo del Comune di Firenze per Estate Fiorentina 2026, ogni anno rende protagonisti di un’esperienza unica migliaia di spettatori: memoria e identità si mettono in dialogo con i linguaggi contemporanei, dalla letteratura alla musica, dalla filosofia all’arte.

Nell’anno in cui si celebra San Francesco per l’ottavo centenario dalla morte, il messaggio universale di fraternità e pace del Santo di Assisi è tanto attuale quanto necessario. Cosi gli spazi del complesso monumentale francescano (il Cenacolo, il Secondo Chiostro, la Cappella Pazzi)  si rivelano attraverso incontri con filosofi e artisti, concerti, talk e performance, aprendo riflessioni sul tempo presente e sollecitando nuove visioni e nuove forme di convivenza.

Il festival, attraverso l’elaborazione condivisa di una strategia culturale, è cresciuto e chiede di guardare oltre: un invito, dunque, all’impegno per valorizzare gli spazi identitari e culturali, sperimentando nuove forme di comunità, in alternativa al consumo omologato di città e luoghi come semplici attrazioni turistiche. Tutto questo a partire dal sentirsi parte dello spirito di Santa Croce, luogo universale e vivo dell’incontro tra l’uomo, la spiritualità, l’arte e il pensiero. 20 gli appuntamenti in programma, tra esclusive per l’Italia, in 3 serate e un’alba ispirati dallo spirito di uno dei luoghi più affascinanti al mondo. Nel programma, anche alcune visite guidate sull’eredità spirituale del santo ripercorsa attraverso le magnifiche opere d’arte conservate a Santa Croce.

L’inaugurazione giovedì 24 settembre alle ore 20.00 nel Cenacolo, sotto l’affresco dell’Albero della Vita di Taddeo Gaddi, è affidata al talk “Il genio artificiale. Dialoghi su creatività, ragione e macchine”. In collaborazione con La Nottola di Minerva, alcune delle voci più originali del panorama culturale italiano, Daniela Cotimbo, Maurizio Ferraris, Marco Malvandi, il professore e artista Francesco D’Isa, moderati da Raffaele Palumbo, si confronteranno sul tema che più di ogni altro segna il nostro presente: l’intelligenza artificiale. Cotimbo recentemente ha ideato e curato il Re: Humanism Art Prize, primo premio d’arte dedicato al rapporto tra Arte e Intelligenza Artificiale; Francesco D’Isa porta sul tavolo la domanda che attraversa il suo saggio “La rivoluzione algoritmica delle immagini. Arte e intelligenza artificiali” (Luca Sossella Editore, 2024) se le IA siano autori o strumenti, e cosa racconti di noi lo specchio distorto che hanno costruito. Maurizio Ferraris risponde con “La pelle. Che cosa significa pensare nell’epoca dell’intelligenza artificiale” (Il Mulino, 2025) perchè i computer non vivono, non muoiono, non vogliono. La differenza tra mente e macchina passa tutta per il corpo — per quella pelle che nessun algoritmo potrà mai davvero imitare. Malvaldi affronta il tema con il rigore dello scienziato e la leggerezza del narratore nel suo “Scimmia Sapiens. Lettera a un adolescente sull’intelligenza artificiale” (Bompiani, 2026): l’IA ci somiglia come una scimmia loquace e inaffidabile, e non può nulla senza la guida e la verifica di una mente umana. Tre libri, tre sguardi — scientifico, filosofico, artistico — per una conversazione che non si accontenta né dei facili entusiasmi né dei catastrofismi di maniera. A seguire il concerto in esclusiva italiana del duo di musicisti ucraini composto da Heinali e Andriana-Yaroslava Saienko che si cimenteranno con la personale reinterpretazione dell’opera di Ildegarda di Bingen (1098-1179), santa monaca benedettina, poetessa, musicista, cosmologa, erborista e molto altro. In questo nuovo progetto che fonde il folklore ucraino con la musica delle polifonie medioevali di Hildegarda, ricreate con l’uso di sintetizzatori vintage, la visionaria musica della Von Bingen diviene quasi uno specchio che pare assorbire e trascendere l’orrore dei conflitti contemporanei e la mancanza di umanità della guerra.

Parallelamente, sempre il 24/09, nel secondo chiostro, l’emozionante omaggio al genio di John Coltrane, nel centesimo anniversario della sua nascita, proposto dal musicista americano James Brandon Lewis, eletto come il migliore sax tenore dell’anno, in “Radiant Imprints – Celebrating the music of John Coltrane”. Nato nel 1983, Brandon Lewis è ormai considerato una delle punte di diamante del nuovo jazz statunitense, quello più vitale e coraggioso, erede del suono dei maestri Coltrane, Archie Shepp, Albert Ayler, Sonny Rollins ed Ornette Coleman. Si presenta in concerto insieme a Chad Taylor (già collaboratore di Chicago Underground, Fred Anderson, Jeff Parker, Marc Ribot, Jaimie Branch), considerato uno dei migliori batteristi del jazz contemporaneo.

Venerdì 25 alle 20.30 nel Cenacolo protagonista Abel Ferrara nel reading dedicato a San Francesco. Il regista e attore di culto leggerà i versi di Gabriele Tinti “Stigmate, sanguinamenti ed altre storie sacre”, ispirati alla Pala Bardi, conservata in Santa Croce, unendo i temi della spiritualità delle origini francescane alle tensioni dell’arte e della poesia contemporanea. A seguire incontro con Ferrara. Il cuore di questo doppio appuntamento risiede nel suggestivo parallelismo tra l’opera d’arte e la poetica del cineasta. La Pala Bardi, infatti, rappresenta storicamente la prima vera e propria rappresentazione cronologica della vita di San Francesco in una sequenza di scene che anticipa di secoli il linguaggio del cinema e rende la biografia del Santo immediata, viva e accessibile al popolo. Questo antico approccio narrativo si sposa perfettamente con il focus dell’incontro sul cinema di Abel Ferrara. Il regista, da sempre affascinato dalle parabole umane tormentate, dalla fede e dalla ricerca di redenzione, focalizzerà il dibattito sulle sue opere più marcatamente biografiche, che si spingono oltre la semplice cronaca per indagare l’anima, i conflitti e la spiritualità dei protagonisti.

A pochi mesi dalla scomparsa dell’Umanista planetario Edgar Morin, domenica 27 alle 18.30 nel Cenacolo, Mauro Ceruti, filosofo e allievo dello stesso Morin, gli dedicherà una lectio magistralis “Un umanesimo planetario. Per una civiltà della Terra”, attraverso una lettura di testi prenderanno forma riflessioni. Il filo rosso sarà l’ultimo appello di Morin di fronte al drammatico momento che l’umanità intera sta vivendo: “Svegliamoci! Dobbiamo cambiare via. La via della solidarietà, della fraternità, della pace universali, per una civiltà della Terra e per un umanesimo planetario”. A seguire alle 21, la Compagnia Lombardi Tiezzi in “Sine Glossa. Le parole di Francesco”, prodotto dalla Compagnia in collaborazione con Opera di Santa Croce. Un recital su musiche a cura di Federico Tiezzi e Sandro Lombardi, con Sandro Lombardi e Elena Ghiaurov e Dagmar Bathmann al violoncello. Alternando una delle più antiche agiografie del Santo di Assisi, quella di Tommaso da Celano, con parole dello stesso Francesco consegnateci dalla tradizione, il recital rende omaggio a un uomo che, ricco, ebbe l’ardire di spogliarsi di tutto e portare avanti con coerenza estrema il suo progetto di fraternità. E se San Francesco tornasse oggi a predicare, mettendo in scena un presepe nel parcheggio di un supermercato? Chi incontrerebbe? Le storie di chi resta ai margini, le vite di cui raramente si parla, trovano spazio nel racconto collettivo di “Poveri Cristi”, spettacolo di e con Ascanio Celestini, su musiche del fisarmonicista Gianluca Casadei (25/09 ore 21.50, secondo Chiostro).

Sabato 26 settembre alle ore 6.00 nel Chiostro il concerto all’alba con “In Solo” di Alberto Ferrari, voce, chitarra e compositore dei Verdena e degli I Hate My Village. L’artista torna ad esibirsi dal vivo accompagnato solo dalla sua chitarra in un’esibizione intima e speciale alle prime luci del nuovo giorno. Il concerto alternerà brani dei Verdena ad alcune cover di vari autori che hanno segnato la formazione personale di Alberto e la sua crescita di musicista. Un’esperienza d’ascolto rarefatta e profondamente personale, un live senza fronzoli e senza trucchi in una location unica come il Chiostro di Santa Croce. Per poter vedere sorgere il sole in un’alba intrisa di poesia che rimarrà impressa in maniera indelebile per tutti quelli che riusciranno ad assistervi.

Un’altra produzione originale del festival in prima, venerdì 25 nella Cappella dei Pazzi, è quella con Hamid Drake, considerato uno dei migliori batteristi al mondo, cresciuto nel fertile ambiente musicale di Chicago collaborando con alcuni dei più prestigiosi nomi del jazz internazionale, da Herbie Hancock a William Parker, in un inedito trio con il sassofonista pugliese (ma da anni residente ad Amsterdam) Giuseppe Doronzo e Silvia Bolognesi, contrabbassista che ha collaborato negli anni con l’Art Ensemble of Chicago, Enrico Rava, David Murray, Stefano Bollani, David Riondino, Ken Vandermark, Gianluigi Trovesi e moltissimi altri (dalle 20.20, vari set).

Nella Cappella dei Pazzi, in vari set, protagonista il progetto Dal:um , duo musicale di Seul (Corea del Sud) formato dalle virtuose Ha Suyean (al gayageum) e Hwang Hyeyoung (al geomungo). Il loro nome significa “continuare a perseguire qualcosa” e unisce i suoni di due antiche cetre tradizionali coreane su corde di seta, con influenze contemporanee occidentali di minimalismo, folk sperimentale e jazz astratto. ”Coexistence” è il loro secondo lavoro per l’etichetta discografica Glitterbeat Records (l’ndie tedesca che ha lanciato Altin Gun, Tamikrest, Sirom, Bombino- 24/09, dalle 20.20).

E ancora, il live di Naomi Berrill (24/09, 21.45, Cenacolo) violoncellista, polistrumentista, compositrice e cantante irlandese, di ritorno dal tour estivo con i Kings of Convenience, protagonista al festival con il suo trio composto da Lorenzo Pellegrini (chitarra, elettronica, voce) e Andrea Beninati alla batteria. La sua ricerca personale utilizza il violoncello non solo come strumento solista, ma come estensione della voce, attraversando diversi linguaggi musicali. Questa versatilità l’ha portata a collaborare con artisti provenienti da ambiti differenti, tra cui Giovanni Sollima, Mario Brunello, Vincent Courtois, Ernst Reijseger e Alessandro Lanzoni.

Davide Ambrogio, cantante e polistrumentista calabrese, presenta il suo nuovo album Mater Nullius, capace di trasformare la musica del Sud Italia in suoni innovativi che mescolano voce, strumenti tradizionali ed elettronica. Un’opera che esplora la disconnessione dell’uomo contemporaneo dalla natura e la necessità di una rinascita, umana e spirituale. Gli “strumenti delle tenebre” della pasqua cristiana (tamburo, roccole e catene) si fondono con voci e sonorità moderne, creando un forte contrasto tra ambienti acustici ed elettronici. Le 14 stazioni della Via Crucis diventano così la metafora del viaggio interiore del protagonista, un uomo occidentale moderno che affronta una crisi profonda attraverso il confronto con la sua parte primitiva. Con Walter Laureti ai sintetizzatori, Federico Lagana alle percussioni, Gabriele Bazza, voce e chitarra (24/09 ore 22, secondo Chiostro).

A dieci anni dalla scomparsa del grande poeta e cantautore canadese Leonard Cohen, il progetto “Dance Me to the End of Love” propone una rilettura intensa e originale della sua musica e della sua poetica. Un viaggio musicale intimo e narrativo, sospeso tra lirismo, improvvisazione e ricerca sonora, con gli Admah Hotel, capitanati da Claudia Bidoli voce e Enrico Terragnoli alla chitarra, che condividono da oltre trent’anni un intenso percorso artistico, e con Zeno De Rossi alla batteria e Stefano Dalla Porta al contrabbasso e basso elettrico (25/09 ore 21.45, Cenacolo).

Il canto ed i racconti di Saba Anglana, cantante, attrice e scrittrice nata a Mogadiscio da padre italiano e madre etiope, arrivata ancora bambina in Italia in seguito alle persecuzioni del dittatore Siad Barre, e le musiche di Fabio Barovero (Mau Mau, Banda Ionica) saranno al centro dello spettacolo centrato sul libro di Saba, “La Signora Meraviglia”, finalista al Premio Strega 2025. Un viaggio tra il colonialismo, i riti magici, le tradizioni ancestrali, i ricordi e le radici tra Etiopia e Somalia, lo sradicamento dal Corno d’Africa, lo spaesamento, il razzismo ed un’odissea tra le follie e le assurdità della burocrazia italiana. I suoi album sono usciti in 60 diverse nazioni, tra cui USA, Francia e Giappone e sono entrati nella Top 10 delle Charts di World Music Europe (25/09 ore 20.30).

Nella giornata di venerdì 25, in programma due visite guidate (ore 14.45 e ore 16:00) dal titolo “La potenza delle immagini: il messaggio di Francesco”, sull’eredità spirituale del santo ripercorsa attraverso le magnifiche opere d’arte conservate a Santa Croce, una delle chiese francescane più grandi al mondo. I visitatori scopriranno nel dettaglio le rappresentazioni del messaggio francescano attraverso l’opera degli artisti che hanno contribuito a fare di Santa Croce un luogo di straordinaria bellezza. Le visite sono gratuite con prenotazione obbligatoria sul sito www.santacroceopera.it.

Ingresso libero su prenotazione, da martedì 8 settembre. Info e prenotazioni:

www.geniuslocisantacroce.it