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Gio 20 Ago 2026
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Prato: la Procura di Prato ha aperto un fascicolo sulla morte del 39enne nel cantiere sull’A1

La procura di Prato ha aperto un fascicolo di indagine sulla morte dell’operaio trentanovenne deceduto ieri in un cantiere autostradale tra in comuni di Barberino del Mugello e Calenzano. L’area è stata sequestrata. Fillea CGIL: “è una mattanza”.

Il copione purtoppo è quello già visto in tante, troppe occasioni. Cantiere ditta in subappalto, lavoratore straniero. Questa volta è capitato nel cantiere autostradale di Barberino del Mugello, al viadotto Gocciolone. La vittima, cittadino egiziano, aveva 39 anni, ed era dipendente di un’azienda in subappalto, che stava lavorando su una pila del viadotto ed è caduto da un ponteggio per cause da chiarire.

“ La mattanza continua, non è accettabile continuare a morire di lavoro” dice Giulia Bartoli, segretaria generale Fillea Cgil Firenze. Che sottolinea “sulla salute e sicurezza nei cantieri bisogna fare molto di più, rafforzando prevenzione, controlli”.

La mattanza, appunto. Sarà l’inchiesta a chiarire, ma una cosa pare evidente, nelle dinamiche dei subappalti ci sono meccanismi che vanno ripensati. Per dirla con Stefano Tesi, responsabile territoriale di Firenze della Filca-Cisl Toscana.

“La richiesta di più sicurezza in tutti i cantieri, pubblici e privati passa dal rispetto rigoroso delle norme sulla salute e sicurezza, dalla piena regolarità del lavoro e dei contratti, da maggiori controlli contro il lavoro nero e le irregolarità, il diritto di lavorare senza mettere a rischio la propria vita e più formazione per una vera cultura della sicurezza. La sicurezza non è un costo ma un dovere e ogni vita persa rappresenta una ferita profonda per l’intera società”.