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Mer 19 Ago 2026
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Viocofaro: Santa Sede conferma rimozione di don Massimo Biancalani

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Viocofaro: Santa Sede conferma rimozione di don Massimo Biancalani
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La  Santa Sede ha confermato la rimozione di don Massimo Biancalani dal servizio pastorale nelle parrocchie di Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini, a Pistoia. Bocciato il suo ricorso. “Il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo”, scrive su X il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. La decisione del Vaticano chiude una vicenda durata un decennio

“Sono amareggiato La notizia la conoscevamo già da una quindicina di giorni, avrei voluto che fosse gestita in un altro modo, invece alla fine è trapelata. Ci aspettavamo, e ci era stato prospettato, un esito diverso sulla parrocchia di Ramini” lo ha detto Don Massimo Biancalani all’ANSA commentando la notizia della sua rimozione dal servizio pastorale da Santa Maria Maggiore a Vicofaro e San Niccolò a Ramini, a Pistoia.

“Adesso -aggiunge don Biancalani- c’è il problema di proteggere i ragazzi migranti che sono ancora lì, circa una cinquantina. A loro non ho detto niente, perché sono persone con fragilità, fin quando sarà possibile non vorrei fargli vivere un altro trauma, il doversi allontanare e finire nuovamente in strada. Però qualcuno che sa leggere in italiano, ha visto i giornali e ha capito che c’è qualcosa di strano”.

Biancalani commenta anche le parole del vicepremier Salvini che su X ha scritto “il prete dei clandestini lascia Vicofaro. Il tempo è galantuomo”. “l post di Salvini? ” dice “li ha sempre fatti, un giorno sì e l’altro pure. Appartiene al suo stile e alla sua linea che è inqualificabile e di grande irresponsabilità”. A dirlo all’ANSA è don Massimo Biancalani a proposito del commento social del vicepremier sulla decisione del Vaticano di confermare la rimozione del parroco

ornando alla decisione del Vaticano, spiega ancora don Biancalani, “i dicasteri non si rendono conto della complessità, della problematicità”, riguardo all’accoglienza dei migranti. “Francesco diceva ‘apriamo le porte, aprite le porte’. E poi arriva di tutto, persone con tante fragilità”. Papa Francesco, ricorda don Biancalani, “l’ho incontrato e so che ci seguiva da vicino attraverso dei prelati. Papa Leone non lo conosco, ma ho apprezzato molto le parole che recentemente ha detto su migranti in vista della Giornata mondiale a settembre”.

In ogni caso, ripete, quella del Vaticano “è una scelta che giustamente mi addolora. Cosa contestano? La parrocchia ha sofferto per il calo dei sacramenti. Questo però si sapeva da tempo perché, purtroppo, accogliendo migranti, scattano le paure. E magari i genitori hanno più difficoltà a mandarti i bimbi. Poi matrimoni ce ne sono di meno, ma è un calo generalizzato. Non è che noi ci occupavamo solo dei migranti, dicendo agli altri di andarsi a fare una passeggiata. Eravamo e siamo sempre pronti a svolgere le funzioni proprie della pastorale cosiddetta ordinaria. Però – ribadisce – forse c’è chi si rende poco conto di alcune complessità”.
“In Italia – spiega ancora Biancalani – è sempre più difficile fare accoglienza. Alla destra sta bene questo sistema, ma anche il centrosinistra ha avuto molte occasioni di riformarlo, però non l’ha fatto perché temono di perdere il consenso”.
Don Biancalani difende l’esperienza con i migranti nelle due parrocchie: “Quello che abbiamo fatto”, a Vicofaro e Ramini “è una cosa bellissima, ma poco capita nella Chiesa stessa”.

“Il nostro era un grosso servizio reso anche ai territori. E’ preferibile avere un ragazzo solo, senza lavoro o con i documenti rinnovati in una struttura che si occupa di lui o averlo per strada?” conclude il parroco.