Il caldo non è più soltanto un’emergenza estiva, ma una sfida che impone di ripensare anche le scuole. A Prato la giunta ha deciso un primo investimento straordinario da 300 mila euro per raffrescare gli asili nido, ma guarda già a un piano più ampio per rendere gli edifici scolastici capaci di affrontare le ondate di calore sempre più frequenti.
IL SERVIZIO DI GIORGIO BERNARDINI
PRATO La priorità è la lotta al caldo nelle scuole: un’emergenza di oggi che ha bisogno soprattutto di risposte per il futuro. Per questo l’amministrazione pratese ha deciso di mettere la questione seriamente in discussione durante la sua riunione di governo, che si è svolta proprio questa mattina mettendo a confronto dati e pareri sulla possibilità di agire per combattere le conseguenze del riscaldamento globale in città.
Da subito la giunta guidata da Matteo Biffoni ha deciso per uno stanziamento straordinario di 300 mila euro che corrisponde – come prima azione – all’acquisto di colonnine di raffreddamento della temperatura di cui sono stati già dotati gli 11 asili nido comunali e convenzionati della città. A questo corrisponde anche l’acquisto dei ventilatori per gli educatori e per il personale che deve intervenire nelle strutture. ma l’urgenza non è la fine dei giochi, anzi. Non solo perché i macchinari comprati sono in grado di abbattere le temperature di massimo 5 gradi – ovviamente una contromisura non sufficiente quando il termometro supera i 30 gradi – ma anche perché la vera partita è quella di rendere gli edifici sistematicamente pronti a difendersi da una avversità climatiche che oramai è divenuta permanente.
Quindi serve un piano. L’assessora alla Cultura Ilaria Santi, che peraltro è insegnante alle scuole superiori, ha proposto al sindaco una cabina di regia per efficientare le strutture scolastiche. Non solo condizionatori, ma uno studio sulle zone climatiche della città, sulla possibile piantumazione di nuovi alberi vicino alle scuole ed un sistema di monitoraggio costante. Per poterlo fare serve un confronto con tutti gli assessori competenti e un dialogo con tecnici, dirigenti del Comune e agronomi. La riunione di giunta si è concentrata lungamente su questa possibilità, che apre la strada ad una programmazione che vanifichi una volta per tutte lo stato di emergenza vissuto in queste settimane, vissuta con la preoccupazione costante per la salute dei bambini e del personale, mitigata da ordinanze di chiusura anticipata degli edifici con tutto ciò che questo comporta per l’organizzazione di centinaia di famiglie.


