Il carcere fiorentino di Sollicciano si conferma, anche nelle ultime settimane di questo inizio estate 2026, una delle realtà più critiche e drammatiche dell’intero panorama penitenziario italiano. La struttura soffre di un sovraffollamento cronico insostenibile, aggravato da una carenza di personale di polizia penitenziaria e di mediatori culturali che rende esplosiva la gestione quotidiana. Le condizioni igienico-sanitarie e strutturali rimangono fatiscenti: l’ondata di calore in corso sta rendendo invivibili le celle, spesso prive di schermature adeguate, mentre persistono i problemi storici legati alle infiltrazioni d’acqua e alle infestazioni di parassiti. Questa situazione di profondo degrado materiale e psicologico ha provocato una preoccupante escalation di tensioni, culminata di recente in proteste, episodi di autolesionismo e tentativi di suicidio tra i detenuti. Nonostante i ripetuti appelli della Garante dei detenuti di Firenze e le mobilitazioni dei sindacati di polizia, gli interventi promessi dal Ministero della Giustizia e i fondi per la riqualificazione non sono ancora riusciti a invertire la rotta, lasciando Sollicciano in uno stato di perenne e pericolosa emergenza sociale. Questa mattina ne parliamo – anche in video con la Controradio Tv – con Stefano Cecconi, dell’associazione Pantagruel, Giancarlo Parissi Garante dei diritti dei detenuti del Comune di Firenze e Sofia Ciuffoletti, dell’associazione l’AltroDiritto.


