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Mer 1 Lug 2026
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ToscanaEconomiaRigassificatore Piombino, Comitato annuncia 'esposto a Commissione Ue contro proroga'

Rigassificatore Piombino, Comitato annuncia ‘esposto a Commissione Ue contro proroga’

E’ quanto annuncia il Comitato salute pubblica di Piombino. Oltre all’esposto alla Commissione ci sarà anche una petizione ufficiale rivolta al Parlamento europeo

“Quella che doveva essere una misura d’urgenza strettamente limitata a tre anni, con scadenza tassativa a luglio 2026 è diventata un insediamento a lungo termine per via legislativa, scavalcando i normali procedimenti amministrativi e impedendo di fatto ai cittadini di difendersi” per questo verrà presentato “un dettagliato esposto alla Commissione europea e una petizione ufficiale rivolta al Parlamento europeo” . E’ quanto annuncia il Comitato salute pubblica di Piombino.

il comitato sottolinea che le azioni sono svolte per “difendere i diritti di un’intera comunità e verificare se le norme dell’Unione europea siano state violate dalle recenti decisioni del Governo italiano” con la “proroga sine die, cioè senza una scadenza certa, della permanenza della nave rigassificatrice Italis Lng (ex Golar Tundra) all’interno del porto di Piombino (Livorno), scattata con il decreto legge dello scorso marzo”.

“Aiutati anche dalle oltre 5.000 firme raccolte sul territorio -sottolinea il comitato- abbiamo chiesto alle istituzioni europee di fare luce su ben quattro potenziali violazioni del diritto comunitario: la Direttiva Seveso III su sicurezza e rischio incidenti poiché l’impianto si trova in un porto ristretto e ad alta densità antropizzata, a meno di 1000 metri dalle case e con un’unica via di fuga cittadina”.

Il Comitato contesta poi la mancanza di Valutazione ambientale (Direttiva Via)”, l’esposizione della popolazione a “emissioni continuative, tra cui la formaldeide, e il mare subisce lo scarico giornaliero di ingenti quantità di ipoclorito di sodio (candeggina). Il tutto mentre i monitoraggi epidemiologici e ambientali promessi da Iss e Ispra non risultano ancora attivati”. Contestata anche la mancata partecipazione dei cittadini (Principi di Aarhus), “sostituendo l’azione amministrativa con un atto di legge, è stato fortemente limitato il diritto di difesa e di partecipazione pubblica della comunità”. .