Il 7 e l’8 giugno, anche in Toscana si vota in quei comuni con più di 15 mila abitanti dove nessun candidato ha superato il 51%. Ballottaggi dunque ad Arezzo e a Viareggio, dove il centro sinistra è in cerca di accordi e il centro destra spera di tenere la posizione.
Partiamo da un dato. In tutti i comuni sopra i 15 mila abitanti dove si è votato in Toscana per le amministrative il centro destra ha perso. Al centro sinistra sono andate al primo turno Sesto Fiorentino, Prato, Pistoia, Cascina, Figline Incisa. Per fare un sostanziale cappotto, in regione al campo largo mancano due sfide difficili. La prima è indubbiamente Arezzo. Qui il candidato del centro destra – che governa da tempo la città – Marcello Comanducci è arrivato al 45%. E forse l’esclusione di Vannacci si è fatta sentire. Mentre il candidato del centro sinistra Vincenzo Ceccarelli è rimasto inchiodato al 32%. C’è un però. L’ex parlamentare del Pd Marco Donati che correva da solo ha preso la bellezza del 20% e più che ago della bilancia è la bilancia stessa. Se il campo largo riesce a stringere un accordo con quest’ultimo, a cui nessuno è contrario, il centro sinistra potrebbe riuscire nel miracolo di riprendersi Arezzo. Scenario diverso e analogo allo stesso tempo a Viareggio. Sara Grilli è la candidata del centro destra, sostenuta dall’ex sindaco Del Ghingaro passato da sinistra a destra. Ed ha portato a casa il 34%. Mentre Federica Maineri del Pd, candidata del campo largo si è fermata al 30%. Ed anche qui c’è un però. La “candidata civica di centro sinistra” Marialina Marcucci ha portato a casa il 27% dei consensi. Altra bilancia di un certo peso. Ed anche qui si tratta per un accordo che potrebbe strappare la città all’ombra di Del Ghingaro. Sembra che sia al lavoro in questo senso lo stesso Presidente della Regione Eugenio Giani. Mentre il centro destra processa l’ex sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi per aver scelto di andare in Regione. Ora, tutte le colpe di sconfitte gravi e diffuse, sarebbero sue.


