Cerimonia di inaugurazione stamani a Firenze, al liceo Castelnuovo che ha dedicato la palestra a Lorenzo Guarnieri, studente dell’istituto, morto in un incidente stradale.
Stefano Guarnieri, padre di Lorenzo, ha parlato di “evento di gioia. Dopo 15 anni avere la palestra del liceo dove Lorenzo studiava è importante. I giovani possono rappresentare il futuro. Quello che è accaduto a Lorenzo non è colpa dei giovani: è colpa di noi adulti. Credo che cambiare il nostro sistema di mobilità sia un dovere che solo i ragazzi possono fare. Il ricordo fa sì che si inneschi anche un cambiamento”. Secondo Guarnieri a livello nazionale “credo che purtroppo la sicurezza non sia una priorità. Noi dovremmo pensare a una sicurezza urbana che contenga anche la sicurezza stradale. A livello centrale ci sono seri problemi sul controllo della velocità. In questo senso credo che il Comune di Firenze stia facendo qualcosa di più rispetto al governo centrale. Certo è che bisognerebbe investire sempre di più. Le zone 30 km/h servono, si riducono i picchi di velocità e non le percorrenze. L’ultimo episodio di Modena ci dimostra sempre di più che noi dovremmo considerare il fatto che l’auto è come un’arma, dobbiamo fare in modo di ridurre la velocità di percorrenza all’interno delle città”. “Questo è un momento importante, io ci tengo a ringraziare tutto l’istituto scolastico che ha sempre una grandissima attenzione sia agli ex alunni e soprattutto a storie come quella di Lorenzo – ha affermato la sindaca di Firenze Sara Funaro -. Questo è un segnale, un ricordo di affetto personale nei confronti di Lorenzo ma anche e soprattutto un’attenzione a quello che è il tema della sicurezza stradale su cui l’associazione Guarneri sta investendo tantissimo e con cui c’è una collaborazione continua e costante perché questo è un obiettivo nostro come amministrazione, ovvero lavorare per sensibilizzare e mettere in atto tutte quelle che sono le buone pratiche per ridurre il rischio di incidenti e tutelare i nostri cittadini”. Secondo la sindaca è prioritario “ampliare sempre di più il coinvolgimento delle scuole”. Sulle zone a 30 km/h, ha concluso, “abbiamo già una percentuale ampia di strade dove ci sono le zone 30, ovviamente su quelle che sono state valutate come strade a rischio: i risultati si iniziano a vedere, per cui siamo convinti che quella sia la strada giusta”.
