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Lun 4 Mag 2026
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Monte Faeta: bonifica e messa in sicurezza le parole d’ordine

Bonifica  e messa in sicurezza le parole d’ordine dopo il devastante incendio sul Monte Faeta  per il quale sono stati indagati due giardinieri, che dal versante lucchese del monte ha raggiunto il versante pisano.

Il fronte dell’incendio su Monte Faeta, tra le province di Lucca e Pisa, è fermo da sabato 2 maggio e ora il rogo scoppiato giovedì 30 aprile è in fase di bonifica. Dopo giorni di lotta contro le fiamme, continua l’impegno del sistema regionale toscana antincendi boschivi. Si tirano anche le somme. Il perimetro complessivo del rogo sul Monte Faeta si estende per venti chilometri. Sul posto sono ancora operative diciassette squadre del volontariato antincendi boschivi, coordinate da un direttore delle operazioni del Comune di Firenze affiancato da tre direttori della Regione Toscana e uno dell’Unione dei Comuni della Media Valle del Serchio. Le attività nella mattinata di domenica si sono concentrate sulla messa in sicurezza dell’area e sull’eliminazione dei focolai residui, smassamento e raffreddamento del materiale combusto, verifica puntuale di ceppaie e apparati radicali ancora attivi e nella messa in sicurezza delle aree percorse dal fuoco.

“Dobbiamo mettere in sicurezza i versanti del Monte Faeta andati in fumo con opere di rimboschimento e già nelle prossime ore presenteremo alla Regione Toscana la richiesta di dichiarazione di stato di calamità naturale e messa in sicurezza dai rischi di dissesto idrogeologico dei versanti colpiti dall’incendio”. Lo ha annunciato il sindaco di San Giuliano Terme (Pisa), Matteo Cecchelli, dopo la fine dell’emergenza del maxi rogo colposo. Le fiamme hanno divorato sul territorio del comune del Pisano, in particolare nella frazione di Asciano, danneggiando gravemente un’abitazione e altre due in modo meno grave. “A memoria – ha aggiunto il sindaco – non si ricorda un incendio di queste proporzioni sui nostri monti che ringrazia gli oltre mille fra vigili del fuoco, operatori e volontari, fra cui 354 squadre del sistema regionale dell’antincendio boschivo. Tutti i volontari, le associazioni, la polizia locale e i dipendenti comunali che si sono adoperati nell’assistenza delle famiglie evacuate.

I due giardinieri, 50enni con lunga esperienza nel mestiere,  indagati dalla procura di Lucca hanno ammesso coi Forestali di aver dato fuoco il 28 aprile alle ramaglie posizionandole accanto a un bosco. Consegnato sabato pomeriggio in Procura, il fascicolo in queste ore è sul tavolo del magistrato titolare delle indagini, Salvatore Giannino.