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Mar 31 Mar 2026
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ToscanaCronacaCarceri: garante Toscana 'situazione drammatica per reinserimento detenuti'

Carceri: garante Toscana ‘situazione drammatica per reinserimento detenuti’

“Partendo dal presupposto che il lavoro dentro e soprattutto in uscita dal carcere, servirebbe a reinserire correttamente gli ex detenuti nel tessuto sociale, nel quale bene o male prima o poi devono tornare, la ricerca fatta disegna un quadro drammatico”.

A dirlo è Giuseppe Fanfani, garante dei detenuti della Toscana, a margine della presentazione del rapporto ‘Il lavoro penitenziario e il lavoro in uscita dal carcere come strumento di reinserimento sociale e di dignità della persona’, a cura dell’Università di Firenze.

“All’interno del carcere non c’è lavoro se non quello intramurale, che vuol dire la cucina, le pulizie, i piccoli lavori di restauro – spiega Fanfani – Non c’è una nessuna forma organica e strutturata di preparazione all’uscita dal carcere”, che si dovrebbe fare mettendo insieme “le esigenze della domanda di lavoro che esiste fuori con una preparazione specifica interna e un accompagnamento graduale. Bisognerebbe farlo in maniera imprenditoriale E questo manca del tutto”. Per il garante, “Il dato da cui bisogna partire è l’esigenza del territorio. Se servono camerieri, lavapiatti, muratori, carpentieri, saldatori, bisogna preparare questa gente perché quando esce abbia qualcosa da fare”. Altrimenti, una volta scontata la pena, “tornano a fare quello che facevano prima”.

Tra i numeri della ricerca emerge l’aumento della popolazione carceraria e la diminuzione di chi lavora, passata dal 52% del giugno 2024 al 45% del giugno dello scorso anno. “Il lavoro va pagato anche all’interno del carcere, seppur in misura ridotta”, ma “siccome i danari che i direttori hanno sono sempre gli stessi”, osserva Fanfani, “se c’è più gente dentro”, questo “diventa inevitabile”.