Publiacqua pubblica al 100%: sentenza storica contro AcqueBlu

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    Publiacqua pubblica al 100%: sentenza storica contro AcqueBlu
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    La società privata Acqueblu deve cedere le sue quote in Publiacqua ai soci pubblici cioè ad Alia servizi ambientali. Dopo 5 anni di contenzioso, il Tribunale Firenze ha ordinato la cessione di quote private per 122 milioni di euro.

    Publiacqua S.p.A., la società consortile che gestisce il servizio idrico integrato per 1,2 milioni di toscani (Firenze, Prato, Pistoia, Empoli), torna completamente pubblica: il Tribunale Civile di Firenze ha emesso una sentenza storica, rigettando il ricorso di AcqueBlu Fiorentine S.p.A. – partecipata di Acea, con il 40% di quote – e ordinando la cessione forzata delle sue partecipazioni a Plures S.p.A. (capofila Alia Servizi Ambientali), per un corrispettivo di 122 milioni di euro. La decisione dei giudici Governatori, Calvani e Pattonelli, immediatamente esecutiva, chiude un braccio di ferro iniziato nel 2021 con l’assemblea soci che deliberava l’esclusione dei privati dalla multiutility toscana. AcqueBlu, controllata da Acea, contestava la legittimità della procedura, ma il Tribunale ha accertato il trasferimento, imponendo adempimenti entro 30 giorni dalla notifica e una penale di 10.000 euro al giorno per ritardi. I rapporti tra i soci sono stati regolati per molti anni da un patto parasociale che però, per disdetta formalizzata dai soci pubblici, cioè i Comuni tra cui quello di Firenze in primis, è scaduto il 26 giugno del 2021. Ma l’articolo 9 del patto parasociale, stando sempre alla sentenza, prevedeva che, in caso di stallo, ossia dell’impossibilità di assumere decisioni su temi ritenuti appunto strategici, i soci pubblici, cioè Alia, avrebbero avuto il diritto di acquistare la partecipazione di Acqueblu che aveva quindi l’obbligo di venderla, al prezzo concordato o stimato da un esperto. «Acea precisa che la sentenza sarà tempestivamente impugnata con eventuale contestuale richiesta di sospensione cautelare della sua efficacia esecutiva».