Controradio Streaming
Dom 11 Gen 2026
HomeToscanaPoliticaEmpoli, si dimettete segretario FdI che voleva 'sterminare' i 'comunisti'

Empoli, si dimettete segretario FdI che voleva ‘sterminare’ i ‘comunisti’

Isacco Cantini, coordinatore di FdI Empoli (Firenze) nei giorni scorsi aveva commentato sui social la notizia di una manifestazione contro l’attacco Usa al Venezuela scrivendo “I soliti comunisti…prima o poi vi stermineremo”. Cantini accusa: sono stato offeso in quanto disabile’

“Intendo assumermi la responsabilitĂ  di ciò che ho scritto. Dopo una profonda e sofferta riflessione, ho deciso di dimettermi dall’incarico di coordinatore comunale, perchĂ© mi sono reso conto di aver sbagliato e di aver messo in difficoltĂ  il partito”. Con queste parole annuncia le sue dimissioni Isacco Cantini, il coordinatore di FdI Empoli (Firenze) che nei giorni scorsi aveva commentato sui social la notizia di una manifestazione contro l’attacco Usa al Venezuela scrivendo “I soliti comunisti…prima o poi vi stermineremo”.

“Ciò che ho scritto sui social è stato un errore – continua la nota del segretario FdI-. In politica le parole pesano, perchĂ© possono ferire, dividere, richiamare immagini e paure che non dovrebbero mai entrare nel confronto democratico: se le mie parole lo hanno fatto, me ne assumo la responsabilitĂ , senza attenuanti”.

Cantini denuncia però di aver ricevuto sui social in questi giorni “una serie di insulti, offese e minacce rivolte a me, non come rappresentante politico, ma come persona disabile, frasi che hanno preso di mira le mie limitazioni fisiche e che niente hanno a che vedere con le idee politiche. Questa non è legittima critica politica, ma solo violenza verbale analoga a quella da me usata”.

Anche a causa di ciò Cantini avrebbe chiuso tutti i suoi canali social. “Io ho sbagliato e chiedo scusa – conclude – ma nessuno dovrebbe essere colpito con attacchi legati alla disabilitĂ  e, piĂą in generale, alla persona. La critica politica, anche dura, è legittima, l’attacco personale e l’odio no, tanto meno quando colpiscono la dignitĂ  di una persona”