
Il caso del piano di rigenerazione urbana dell’ex Teatro Comunale di Firenze ha travalicato i confini nazionali finendo finanche sulle colonne del Times . Intanto, mentre le opposizioni investono del caso il ministero della cultura, che ha chiesto alla Soprintendenza una relazione urgente, l’ex sindaco di Firenze, Dario Nardella, attuale eurodeputato del Pd, dice che lui, quel progetto non lo avrebbe mai approvato.  Insomma ‘hanno tutti ragione’
Dai ‘non so, non ricordo’, del sovrintendente Pessina, ai ‘non lo avrei approvato’ dell’ex sindaco Nardella, passando per ‘sull’estetica non metto bocca’ dell’attuale amministrazione, fino ai balbettii delle opposizioni che, a loro volta, non c’erano, non sapevano, non dicevano, ed oggi protestano, portando la questione del piano di rigenerazione urbana dell’area dell’ex Teatro Comunale di Firenze davanti al Mic. Quindi davanti allo Stato Italiano.
Quello Stato che, per onorare il principio del pareggio di bilancio, se vogliamo essere buoni, ha negli anni venduto, sarebbe meglio dire ‘svenduto’, i suoi gioielli, compreso l’ex Teatro Comunale finito in mano a Cassa depositi e prestiti non per un fato avverso, ma perché la filosofia della valorizzazione immobiliare è stata la parola d’ordine di decenni di amministrazione e governo. E,come dimostra Milano, lo è ancora.
Nel mezzo lo studio Grassi, quelli che hanno progettato l’intervento, che se ne lava le mani dicendo che gli avevano dato una palette di colori e lui ha scelto il meno peggio. Come un imbianchino qualsiasi, verrebbe da dubitare. E allora, si direbbe che nel caso dell’ex Comunale ‘ hanno tutti ragione’ come nel libro di Sorrentino. Il regista.
Ma no, qui diremmo che hanno tutti torto. Compresa la città , perché se ci pensate bene, quella cosa lì, piaccia o non piaccia, è frutto di una visione dello ‘sviluppo’ di Firenze che ha trovato consensi diffusi e popolari nelle urne e fuori dalle urne. E quindi ora si piange sul latte versato. Sperando che sia un monito. Ma servirebbe un dibattito diverso di cui non ci pare scorgere tracce al momento
NELL’AUDIO, il servizio di Domenico Guarino