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Gio 26 Mar 2026
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ToscanaSocietà100 anni della Fiorentina, evento omaggio ai campioni viola

100 anni della Fiorentina, evento omaggio ai campioni viola

Una serata-evento per celebrare la Fiorentina e i suoi campioni in occasione del centenario della società viola. Un omaggio del Consiglio regionale della Toscana al club che fu fondato nel 1926 dal marchese Luigi Ridolfi, in programma il 3 luglio al Teatro Niccolini di Firenze.

Tra i protagonisti il campione più amato, Giancarlo Antognoni (in collegamento video) e con lui ‘Picchio’ De Sisti, capitano della squadra del secondo scudetto, poi allenatore dell’impresa solo sfiorata dalla Fiorentina dei Pontello nel 1981-1982. E, ancora, Cesare Prandelli, l’attaccante del secondo scudetto Luciano Chiarugi, e tanti altri che hanno scelto la Fiorentina e Firenze, restando a vivere in Toscana anche dopo la conclusione della carriera. Insieme a loro, i figli dei campioni degli anni Cinquanta che portarono il club viola alle vette più alte (scudetto, quattro secondi posti, una finale di Coppa dei Campioni e la conquista della Coppa delle Coppe). Dal Brasile arriverà Carlos Botelho, il figlio di Julinho e ci sarà anche il figlio di Miguel Montuori, Angelo, rimasto a Firenze.

Durante la serata verranno ricordati momenti, partite e storie che hanno contrassegnato ogni decennio del secolo viola. Attraverso racconti, testimonianze e incontri con chi ha difeso i colori della Fiorentina ‘solo per la maglia’. “Con l’evento ‘Solo per la maglia’ vogliamo rendere omaggio non solo alla storia sportiva della Fiorentina, ma soprattutto al legame profondo tra questi campioni e la nostra terra, un legame fatto di appartenenza, identità e valori che ancora oggi parlano alle nuove generazioni – spiega la presidente Stefania Saccardi -. Abbiamo scelto di affidarci ad Alberto Polverosi e Giacomo Guerrini perché da quattro anni, con ‘Archivi polverosi’, raccontano con passione, competenza e sensibilità la storia viola, riuscendo a portarla fuori dagli stadi, nelle radio, nei teatri e nella vita culturale del nostro territorio. Il loro lavoro è un esempio concreto di come lo sport possa diventare memoria condivisa e patrimonio collettivo”