Zafferano, in Toscana raccolto più contenuto a causa del clima e della siccità

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Toscana, è iniziata in anticipo di due settimane la raccolta dei fiori di zafferano. A causa dell’assenza di piogge, però, la produzione si è ridotta del -10/20%.

Questo quanto segnalato da Coldiretti che spiega come i fiori sono più piccoli e che la produzione è in calo a causa del terreno rimasto arido per lungo tempo a causa del clima e della siccità, tuttavia la “qualità è salva per lo zafferano made in Tuscany”. La Toscana è tra le regioni storicamente vocate alla coltivazione della spezia più pregiata e costosa del mondo, ossia il crocus sativus, il nome della pianta di cui si trovano tracce già a partire dal Medioevo, e piccole aziende agricole fanno una produzione tra i 60 ed i 70 chili. Il più famoso e pregiato è quello di San Gimignano Dop.

“Per lo zafferano, pianta abituata sia al freddo che alla siccità, è stata una stagione meno complicata rispetto ad altre colture – spiega Fabrizio Filippi, presidente di Coldiretti Toscana -. La raccolta, che si sta avviando verso la conclusione, è andata bene alla luce delle molte problematiche climatiche“.

Tra i produttori emergono le differenze tra zona e zona. All’azienda agricola bio ‘Officinali San Marco’ di Asciano, nella zona del senese, la raccolta è iniziata intorno al 14 ottobre. “L’assenza di piogge, nel momento cruciale, ha inciso sulla produzione di fiori come del resto è stato per altre produzioni agricole. I fiori sono sani ma in numero minore rispetto ad una stagione media – spiega la titolare Federica Zurli -. Ci sarà meno prodotto ma ciò che importante è aver preservato la qualità: gli stimmi sono molto belli. Avremo un ottimo zafferano biologico”. Dalle Crete Senesi all’area fiorentina la situazione non è molto diversa. “È mancata quell’escursione termica fondamentale nel mese di settembre. Questo fattore ha determinato una minore germinazione”.

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