Varianti Coronavirus, “Bisogna bloccarle”

Varianti

L’Italian Renaissance Team contro Covid, un gruppo di oltre mille esperti del mondo accademico istituzionale e dell’industria, riuniti a titolo personale e non per conto delle organizzazioni cui appartengono, per essere di supporto a decisori politici e non, per le questioni relative all’emergenza imposta dalla pandemia di Covid-19 in Italia, lancia un appello per controllare le varianti di Sars-CoV-2.

Secondo ‘Italian Renaissance Team contro Covid’, bisogna intercettare le varianti del virus SarsCoV2 in circolazione e bloccarle prima che dilaghino, rendendo la situazione ancora più grave, questa sarebbe la nuova sfida, che richiederebbe nuove misure e una nuova organizzazione per affrontare quella che viene definita come, una delle fasi più critiche della pandemia di Covid-19 in Italia.

“La situazione in Europa e soprattutto in Italia è, a tendere, estremamente preoccupante. Le misure alternate ‘apri e chiudi’ intraprese negli ultimi mesi non hanno contribuito a riportare la situazione sotto controllo e si fa un’estrema fatica nel tenere stabile il numero delle nuove infezioni giornaliere”, osserva il fondatore del gruppo, il farmacologo Carlo Centemeri, dell’Università Statale di Milano.

“Le varianti – prosegue – hanno una trasmissibilità superiore anche al 70%, rispetto al coronavirus di marzo, e quindi è in atto una corsa contro il tempo per cercare di proteggere la popolazione rispetto sia ai virus che circolando sia all’accumulo di mutazioni che possono ridurre efficacia del vaccino”.

Il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta, non ha dubbi che “stiamo attraversando la fase più critica della pandemia” e e per il virologo Roberto Burioni, dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, “è indispensabile potenziare la sorveglianza nei confronti delle varianti per non farci cogliere di sorpresa”.

Il problema delle varianti è anche all’attenzione dell’Agenzia europea dei medicinali (Ema): “Da Ema stiamo attentamente monitorando le varianti di SARSCoV2 per capirne l’impatto sull’efficacia degli anticorpi monoclonali e sui vaccini”, dice Marco Cavaleri, presidente della task force Vaccini di Ema.

“Le varianti preoccupano se la circolazione del virus rimane così alta poiché possono mutare ancora ed inficiare col tempo l’effetto vaccinale. Quindi dobbiamo assolutamente evitare con ogni mezzo la circolazione virale indossando mascherine, mantenendo la distanza e velocizzando il processo di vaccinazione”, afferma Massimo Ciccozzi ordinario di Statistica medica ed Epidemiologia molecolare del Campus Bio-Medico di Roma.

È anche “fondamentale un network per controllare le varianti di Sars-CoV-2 e intervenire con più velocità per spegnere subito i focolai, ma anche per verificare l’impatto che queste possono avere sulle diverse piattaforme diagnostiche di laboratorio e sui test rapidi di screening della popolazione”, osserva il virologo Francesco Broccolo, dell’Università Milano Bicocca.

Le contromisure sono urgenti contro un virus così “contagioso e patogeno”, come lo definisce l’infettivologo Stefano Vella, dell’Università Cattolica di Roma. Per questo avere “un’ampia disponibilità di dosi e un’equa distribuzione dei vaccini è cruciale nella lotta contro le varianti”, dice Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’Istituto Ortopedico Galeazzi di Milano.

“In questa corsa contro il tempo bisogna mantenere la massima tensione sulle misure di prevenzione e la massima accelerazione sulla campagna vaccinale”, osserva infine Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva.

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