Vaccini, Prato: “Sinovac non riconosciuto per green pass servono tamponi”

green pass

Si è tenuto questa mattina, presso la sede del Palazzo del Governo, un incontro interistituzionale, convocato dal Prefetto dott.ssa Adriana Cogode, d’intesa con Presidente della Regione Toscana, dott. Eugenio Giani, per dirimere la questione del vaccino sinovac che non ha diritto al green pass.

Nulla di fatto. Il Sinovac è un vaccino non riconosciuto da EMA e dunque non può dar diritto al green pass. Dunque i lavoratori stranieri che lo avessero fatto sono tenuti a procurarsi il certificato verde attraverso i tamponi. E’ questo l’esito dell’incontro interistituzionale, convocato dal Prefetto dott.ssa Adriana Cogode, d’intesa con Presidente della Regione Toscana, dott. Eugenio Giani, che ha visto la partecipazione del Console della Repubblica popolare cinese, Dott. Wang Wengang, dei sindaci di Prato e di Montemurlo, dott. Matteo Biffoni e Simone Calamai, del Direttore del
Dipartimento di Prevenzione Dott. Renzo Berti e del Direttore Sanitario dell’Asl Toscana Centro.

“Scopo dell’incontro -si legge nel comunicato diramato al termine dell’incontro- era  l’esame delle problematiche emerse nel settore dell’imprenditoria a conduzione straniera, in particolare cinese, a seguito dell’entrata in vigore dell’obbligo del green pass  Covid 19 per i lavoratori di tutte le aziende”.

Alla fine si è convenuto che ” la normativa in materia di green pass non contempli la possibilità per le autorità regionali né locali di apportare deroghe, conseguentemente in assenza di autorizzazioni o validazioni da parte del comitato tecnico scientifico o del Ministero della Salute la questione non potrà trovare soluzione se non attraverso l’acquisizione del green pass facendo ricorso al tampone per chi sia già vaccinato con vaccini non riconosciuti dall’EMA”.

“Si è inoltre convenuto sulla assoluta necessità che comunque tutte le aziende debbano
attenersi con rigore al dettato normativo vigente -si legge ancora nel comunicato- e, in tal senso il Console Wang Wengang ha assicurato il proprio diretto interessamento per la massima sensibilizzazione della comunità cinese attraverso le associazioni rappresentative
presenti sul territorio, nell’intento di favorire opportune e dettagliate informazioni sulle
procedure cui uniformarsi in materia sanitaria”.

Giani, da parte sua, ha assicurato l’impegno di rappresentare agli organi centrali di governo la problematica oggetto dell’incontro “affinchè si possa valutare, almeno nell’immediato, una soluzione temporanea che tenga conto dell’esigenza della continuità lavorativa”.

L’incontro si è concluso con l’impegno, condiviso tra le Autorità e le Istituzioni
presenti, di potenziare tutti i canali di informazione e comunicazione affinché si
diffonda, quanto più possibile, all’interno della comunità di cittadini cinesi la
conoscenza piena e consapevole delle prescrizioni nazionali in materia di obbligatorietà
del green pass per accedere nei luoghi di lavoro.

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