Arezzo: titolare ditta spara e uccide ladro

donna firenze

E’ accaduto stamani a Monte San Savino. la vittima, un ventinovenne, sarebbe stato raggiunto da 2 colpi di pistola sparati dal titolare dell’azienda, una rivendita di gomme, vicino alla quale è stato soccorso e dove sarebbe entrato per rubare.

Questo è  quanto emerso al momento dalle indagini condotte dai carabinieri. Il titolare della ditta che si trova nella zona industriale di monte San Savino, Arezzo, a tempo aveva l’abitudine di dormire nell’azienda per aver subito molteplici furti, 38 secondo quanto da lui stesso raccontato in tv.

La vittima si chiama  Vitalie Tonjoc ed è di origine moldava. La salma si trova ora all’obitorio dell’ospedale di Arezzo in attesa dell’autopsia. L’uomo, che si trovava in compagnia di un complice,  sarebbe stato ferito all’interno della ditta, quindi si sarebbe  trascinato fuori, accasciandosi poi in mezzo alla strada. I colpi lo avrebbero ferito a un ginocchio e a una coscia: quest’ultimo potrebbe aver colpito l’arteria femorale. Sarebbe stato lo stesso proprietario della rivendita, Fredy Pacini, 57 anni,  a chiamare i carabinieri. Sul posto arrivati anche i sanitari inviati dal 118 e il pm di turno Andrea Claudiani.

Sarebbero cinque i colpi sparati da Pacini con una pistola marca Glock cal.9×21. Tre ogive sono state recuperate dai carabinieri sul piazzale e su un muro esterno al capannone: ci sarebbero finiti dopo aver perforato la porta dell’immobile. Per gli altri due gli investigatori pensano che uno sia rimasto nella gamba del moldavo, l’altro potrebbe essersi conficcato nella porta d’ingresso che lo stesso 29enne avevano scassinato per entrare. Sulla grande porta a vetri che dà accesso alla ditta si notano appunto fori in uscita e un quarto rigonfiamento senza uscita di proiettile, tutti segnalati dai rilievi dei carabinieri. Secondo quanto ricostruito Pacini avrebbe sparato in direzione della porta da dove aveva udito provenire rumori e dove aver notato l’intruso nella sua azienda.

“Aveva subito 38 furti, esasperato dormiva in ditta e si è trattato di legittima difesa dopo un tentativo di furto”. Lo ha detto l’avvocato Alessandra Cheli, legale di Fredy Pacini. Il 29enne è morto nella fuga mentre un complice che probabilmente lo aspettava fuori è riuscito a scappare. Il legale ha mostrato anche il giornale che a marzo scorso aveva pubblicato l’intervista nella quale Pacini raccontava di dormire da 4 anni in ditta a causa dei 38 furti, riusciti o tentati.

Subito dopo l’arrivo dei carabinieri e del pm Andrea Claudiani, Fredy Pacini è stato sentito e verso le dieci è rientrato a casa. Per ora è indagato per eccesso di legittima difesa. “Un imprenditore e un uomo lasciato solo dalle istituzioni” dicono in un bar vicino all’azienda, che si trova in via della Costituzione, nella zona industriale di Monte San Savino. Non è escluso che i ladri, come successo altre volte, volessero le costose bici da corsa di cui Fredy Pacini è rivenditore autorizzato.

“Il fascicolo d’indagine serve anche per accertare se si versi in un caso di legittima difesa.
Se si versa in un caso di legittima difesa lo potremo accertare solo dopo aver fatto le indagini”. Lo ha detto ai microfoni del Tgr Rai della Toscana il procuratore di Arezzo Roberto Rossi
.

I carabinieri e le altre forze dell’ordine stanno cercando in tutto l’Aretino il complice del moldavo di 29 anni rimasto ucciso.  Si cerca anche l’auto con cui i due erano arrivati sul posto: per questo potrebbero tornare utili alcune telecamere della zona. Nell’azienda di Pacini i carabinieri hanno sequestrato il piccone usato per rompere un vetro dell’ingresso e la pistola con cui il commerciante ha sparato, un’arma regolarmente detenuta.

Sono 6, dal 2014 a oggi, le denunce per furto consumato o tentato che risultano formalmente presentate ai carabinieri di Cortona da Fredy Pacini. E’ quanto si spiega dall’Arma. Si tratta di due denunce per furti consumati e di quattro denunce per tentati furti. Nel mirino dei ladri in particolare le biciclette sportive che Pacini commercializza nello stesso capannone a fianco del quale vende pneumatici. Bici sportive che, viene fatto notare, hanno un elevato valore e sono facilmente ricettabili.
Nell’ambito degli accertamenti su quanto accaduto stanotte gli investigatori stanno riprendendo in mano anche le vecchie denunce.

“Non tutti i furti o i tentativi di furto sono stati denunciati da Fredy Pacini. Lui ha denunciato i casi più eclatanti fra i molti che lo hanno visto preso di mira dai ladri”. ha confermato l’avvocato Cheli. Il legale ha fatto capire che Pacini non ha sporto denuncia nei casi di sparizione di singoli beni, come un singolo pneumatico, e laddove non avesse elementi utili per le indagini delle forze dell’ordine.

Il ladro 29enne risulta incensurato alle autorità italiane. Inoltre potrebbe trovarsi in Italia da settembre scorso: aveva un passaporto con un visto di transito dalla Romania che risale a circa un paio di mesi fa.
Da quanto appreso la notte scorsa sarebbe entrato dentro il capannone dopo un’effrazione della vetrata d’ingresso alla ditta di pneumatici. Ma i rumori hanno svegliato il titolare, Fredy Pacini che dormiva in un locale soppalcato: dalla finestra della stanza, che si affaccia all’interno del capannone, avrebbe sparato contro la sagoma del ladro. E secondo una prima ricostruzione la traiettoria dei proiettili sparati da Pacini va dall’alto verso il basso.

avatar