Truffa Livorno: Nogarin, chi voleva lucrare  su alluvione ora non brinda più

“Gli arresti di stamani sono la prova che questa amministrazione e il sottoscritto in particolare hanno fatto bene a chiedere agli investigatori di accendere un faro su alcuni funzionari della protezione civile comunale. Grazie alle forze dell’ordine, chi voleva lucrare sul disastro dell’alluvione ora non brinda più”. Così il sindaco di Livorno Filippo Nogarin commenta l’operazione condotta dalla squadra mobile e coordinata dalla procura livornese, che ha portato all’arresto dell”ex coordinatore della Protezione civile locale, Riccardo Stefanini, e del titolare della Tecnospurghi.

“E’ vergognoso – ha aggiunto – che un dipendente pubblico, di fronte a un evento tragico come l’alluvione dello scorso anno, abbia come priorità quella di favorire un imprenditore amico e pensi al proprio tornaconto personale, invece di aiutare i cittadini in ginocchio a rialzarsi. Una condotta sistematica, che ha moltiplicato i costi a carico del Comune e questo fa ancora più male: ogni euro regalato all”imprenditore amico, infatti, è un euro sottratto alla collettività, alla ricostruzione della città e alla sicurezza dei cittadini. Questo rappresenta un vero e proprio schiaffo a tutti noi, per primi ai familiari delle vittime dell’alluvione”.

Un fatto grave per un funzionario pubblico che ricorda Nogarin, già sospeso da tempo dal servizio. Lo stesso sindaco si augura che le indagini procedano nella maniera più rigorosa e rapida in modo che tutte le eventuali condotte illecite vengano portate alla luce. “E’ evidente che in caso di rinvio a giudizio di Stefanini – conclude Nogarin – il Comune non solo si costituirà parte civile, ma chiederà anche un risarcimento per il gravissimo danno d’immagine. Un danno arrecato alla città di Livorno, ai familiari di chi quella notte ha perso la vita e alla stessa Protezione civile comunale, dove lavorano professionisti irreprensibili, che ogni giorno si fanno in quattro per garantire la sicurezza dei cittadini”.

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