Toscana approva nuova legge sulla geotermia

geotermia Magliano

D’ora in poi si dovranno impiegare le migliori tecnologie e modalità di gestione disponibili per ottenere l’autorizzazione a nuovi impianti. Il testo parla anche di monitoraggio della qualità dell’aria.

Approvata dal Consiglio regionale della Toscana la nuova legge sulla geotermia che va a disciplinare le modalità di assegnazione delle concessioni e l’autorizzazione degli impianti, nonché le modalità di impiego delle risorse che derivano dall’attività. Viene reso necessario anche il monitoraggio della qualità dell’aria e del funzionamento degli impianti.

E’ fondamentale la massima utilizzazione possibile dell’energia residua, assicurandone l’impiego di almeno il 50 per cento di quanta prodotta annualmente, nonché dell’anidride carbonica emessa, in una percentuale pari ad almeno il 10 per cento.

In Toscana, secondo dati recenti, la geotermia soddisfa più del 30% del fabbisogno elettrico regionale mentre a livello nazionale è in grado di coprire il 2% circa dei consumi italiani.

“L’approvazione della legge regionale sulla geotermia è una tappa importante, ma ora occorre che si realizzi la seconda parte, ovvero il protocollo tra Enel e Regione che consenta di sbloccare le risorse e riprendere gli investimenti programmati”. A dirlo è Domenico Cannistraro, coordinatore del comitato GeotermiaSì.

Dopo l’approvazione della legge regionale, ora il comitato chiede che “ci sia un cambiamento nell’impostazione del Governo rispetto agli incentivi per la geotermia, che sono importanti per fare ricerca, per abbattere i costi e per tenere ancorato l’operatore, attualmente l’Enel, al territorio dando posti di lavoro”. GeotermiaSì proseguirà la mobilitazione entro fine febbraio, probabilmente a Chiusdino (Siena).

Domenico Guarino ha intervistato Federica Fratoni, assessora regionale all’ambiente e difesa del suolo:

 

Voto contrario di Sì Toscana a Sinistra alle nuove disposizioni in materia di geotermia.
“Questa legge è prima di tutto un’occasione persa. Nelle sue parti sostanziali sembra scritta da Enel, più che dalla Giunta. Si fa addirittura riferimento, in un testo di legge che dovrebbe essere per sua natura generale, a tecnologie strettamente connesse agli impianti ‘flash’ di Enel. Insomma, non si coglie l’occasione per imporre alla multinazionale dell’energia la transizione verso impianti meno inquinanti e meno impattanti dal punto di vista paesaggistico. La nuova norma avrebbe potuto essere la via maestra per costringere finalmente Enel a convertire le centrali amiatine alle migliori tecnologie disponibili, con totale reiniezione dei fluidi geotermici e dei gas incondensabili, superando la situazione attuale che vede emissioni in atmosfera di varie sostanze inquinanti, solo in parte intercettate dai filtri. Il ciclo binario o persino le torri di raffreddamento a secco restano dunque un’utopia per l’Amiata”.

 

“Ritengo che questa legge – dice la consigliera regionale Serena Spinelli (Art.1 – Mdp) – rappresenti un giusto punto di convergenza tra tutti questi aspetti, ugualmente importanti. In particolare la legge cerca di riconoscere il più possibile le specificità e la diversità di ogni territorio e di recepire le giuste istanze provenienti dalle diverse aree geotermiche, da cui sono emerse esigenze di un controllo più puntuale e preciso delle emissioni”.
“La legge, inoltre, ribadisce in modo positivo il ruolo programmatorio della Regione Toscana, in stretta sinergia con gli Enti locali e i territori, nell’ambito di una risorsa così importante e delicata quale la geotermia, che rappresenta una specificità della nostra regione e che deve essere utilizzata nel migliore dei modi, in termini di sfruttamento energetico e di impatto sull’ambiente” – prosegue Serena Spinelli.

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