Toscana, a Stazzema nasce rete Comuni teatro di eccidi nazifascisti

Eccidio di Sant'anna di Stazzema

La rete verrò tenuta abattesimo il 12 agosto a Sant’Anna di Stazzema (Lucca), in occasione del 78mo anniversario della strage nazifascista. Il protocollo nasce da una dichiarazione di intenti firmata lo scorso anno da 25 Comuni maggiormente feriti durante la seconda guerra mondiale.

Le celebrazioni dell’anniversario dell’eccidio di Sant’Anna di Stazzema  iniieranno con  l’orazione ufficiale dal Sacrario tenuta dal sindaco di Marzabotto (Bologna) Valentina Cuppi. La presidente del Parlamento europeo Roberta Metzola interverrà in un videomessaggio. In programma anche lo spettacolo virtuale “La mia battaglia” ideato da Elio Germano, con l’attore in collegamento, ed un concerto promosso dal Consiglio regionale della Toscana e dall’Anpi Toscana in ricordo dei superstiti Enrico Pieri e Cesira Pardini. Tra le iniziative, la sera dell’11 agosto è prevista una fiaccolata silenziosa e un recital per la pace in omaggio alle vittime organizzato dall’Associazione Martiri di Sant’Anna.

Nell’ambiro delle commemorazioni verrà lanciata la rete. Capofila di questo progetto sarà Stazzema. Primo firmaratio il sindaco  e presidente dell’Istituzione Parco della pace Maurizio Verona . I Comuni che aderiranno si impegnano a valorizzare la memoria della lotta di Resistenza delle comunità locali vittime di stragi, a valorizzare i luoghi e i piccoli musei o centri di documentazione sulla storia, ad ospitare iniziative di carattere regionale. Ogni anno il coordinamento della Rete redigerà un programma di iniziative, con particolare riguardo al coinvolgimento dei giovani. Altro impegno quello promuovere percorsi tematici di riscoperta dei luoghi della memoria nei Comuni teatro di stragi ed eccidi nazifascisti.

“Questa intesa –  il sindaco di Stazzema, Maurizio  Verona – va a fissare un principio e un impegno di cui le istituzioni si faranno carico: ricordare i fatti storici coinvolgendo i giovani, con iniziative culturali, e insieme al mondo della cultura, degli istituti storici e delle scuole. L’obiettivo è trattare la memoria come qualcosa di dinamico e non di statico”.

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