Siena, inchiesta su autoriciclaggio: sindaco rinuncia a difesa indagato

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Il sindaco di Siena Luigi De Mossi, avvocato di Andrea Bellando, uno degli indagati nell’ambito dell’inchiesta ‘Hidden Partners’, annuncia di rinunciare alla difesa del suo assistito “in ragione del fatto che solo successivamente alla nomina il sottoscritto ha appreso che vi fossero altri profili che potenzialmente potrebbero riguardare il Comune di Siena”.

La rinuncia, comunicata tramite una nota dello studio legale, “sarà depositata domattina (18 marzo, ndr) in procura”, ha specificato De Mossi durante una conferenza stampa online.

L’indagine della Gdf di Siena ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 12 persone tra cui il magnate del petrolio kazako Igor Bidilo, il giudice della Corte dei conti della Toscana Vincenzo Del Regno, il presidente di Unioncamere Toscana Massimo Guasconi e il deputato FdI Salvatore Caiata con l’accusa a vario titolo di autoriciclaggio, reati tributari, societari e di corruzione e contro il patrimonio.

“Se ci sono responsabilità chi le ha le pagherà” ha risposto De Mossi ai giornalisti che
gli chiedevano un commento da sindaco sull’inchiesta. “Anche a Siena abbiamo bisogno di investitori seri che portino denaro pulito” ma “non possiamo chiedere la patente di verginità” ha concluso De Mossi.

L’operazione ‘Hidden Partner’ è coordinata dalla guardia di finanza di Siena che nei giorni scorsi ha dato esecuzione alle misure cautelari e ai sequestri preventivi disposti dal tribunale di Siena, su richiesta del pm Siro De Flammineis.L

Numerose le attività di rogatoria all’estero, anche attraverso specifiche interlocuzioni con Eurojust, in diversi stati esteri a vario titolo coinvolti dai flussi documentali e finanziari; tra questi Svizzera, Cipro, Estonia, Lettonia, Francia, Isole Vergini Britanniche, Federazione russa e Austria.

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