giovedì 22 Agosto 2019
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Rock Contest: 30 anni…e non sentirli!

proiezione Rock Contest

Grande successo alla prima del documentario sul Rock Contest che si è tenuta ieri al Cinema la compagnia di via Cavour a Firenze. In apertura il ricordo di Silvano Sarti, il Partigiano Pillo, scomparso nella notte

Trent’anni di Rock Contest, il più importante e longevo concorso per gruppi emergenti in Italia, in un film. Il documentario, con la regia di Giangiacomo De Stefano, già autore di numerosi filmati a tema musicale per Sky e Rai 5,  è stato presentato in prima assoluta ieri  al Cinema La Compagnia.

Una gran bella serata, con un pubblico interessato e partecipe, che si è aperta con il ricordo di Silvano Sarti, il partigiano Pillo, simbolo della Resistenza a Firenze, scopraso in nottata. “Non so se Silvano ha mai partecipato al Rock Contest ma sicuramente gli sarebbe piaciuto” ha detto Domenico Guarino della redazione di Controradio. “Sarti infatti amava i giovani ed aveva fiducia in loro- ha spiegato- non in maniera formale o retorica, ma perché, come ricordava spesso, quando c’è stato da difendere la Costituzione i giovani hanno fatto la differenza”.

Pririma della proiezione anche il bel dibattito animato dall’ottima Giustina Terenzi, con il direttore del Rock Contest, Giuseppe Barone, il regista e Max Collini degli Offlaga Disco Pax e Francesco Mucè dei Loren.  “il Rock Contest ci ha fatto capire che potevamo farcela, che avevamo della carte da giocare” ha detto Collini, ripercorrendo il legame speciale che si è creato con la manifestazione e che ha intrecciato continuamente la storia della band con quella del Rock Contest e di Controradio. 

Prodotto da Controradio e Controradio Club con Sonne Film, in collaborazione con Regione Toscana – FSE / Giovanisì, Comune di Firenze e SIAE – Società Italiana degli Autori ed Editori, il film ripercorre, in poco più di quaranta minuti, tre decenni di musica italiana che si intrecciano con la storia di Firenze, attraverso le testimonianze di big come Manuel Agnelli, Dario Brunori, Piero Pelù, Lodo Guenzi e i Subsonica. Dalla nascita della radio nel 1977 “con un budget di centomila lire”, come raccontano gli organizzatori, alla prima edizione del concorso nel 1984, gli anni del Banana Moon, del Tenax, della new wave e di una scena musicale fiorentina che vantava band che sarebbero diventate iconiche, come i Litfiba o i Diaframma.

Un racconto cinematografico trans-generazionale che, toccando le innumerevoli derivazioni del rock, culmina nella memorabile finale del 2018, con il concerto di una superband d’eccezione: lo scorso primo dicembre, infatti, Max Collini e Daniele Carretti, insieme a Dario Brunori, Tre Allegri Ragazzi Morti, Colapesce, Bologna Violenta, Alessandro Baronciani e Thomas Koppen di Tante Anna, hanno fatto rivivere, sul palco di un Auditorium Flog tutto esaurito, la storia di una band di culto, gli Offlaga Disco Pax, vincitori del contest fiorentino nel 2004, la cui carriera si è prematuramente interrotta per la morte di Enrico Fontanelli, al quale è stata dedicata l’intera edizione del concorso. Gli Offlaga rappresentano il paradigma perfetto del Rock Contest: da band sconosciuta, hanno conquistato pubblico e critica, aggiudicandosi il primo premio, un contratto e la realizzazione di “Socialismo tascabile”, esordio discografico di una formazione che ha scritto un pezzo di storia della musica italiana.

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