Rifiuti: sequestrata discarica abusiva a Firenze

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Due persone denunciate. Nella discarica abusiva venivano svolte lavorazioni meccaniche tipiche dell’attività illecita di recupero abusivo di rifiuti

Un’area di 150 metri quadrati dove si svolgeva attività di gestione illecita di rifiuti speciali pericolosi e non è sta sequestrata dai carabinieri forestali nel comune di Firenze, due le persone denunciate.

I militari della stazione carabinieri forestale di Firenze, Ceppeto e San Casciano Val di Pesa (Firenze), hanno eseguito una serie di controlli miranti alla prevenzione e repressione di illeciti connessi alla gestione di rifiuti. Nelle località di Ugnano e Mantignano del Comune di Firenze è stata monitorata la zona di campagna della strada Vicinale della Mattonata in corrispondenza del Viuzzo delle Querce, dove i militari, hanno notato la discarica abusiva: una serie di rimessaggi e depositi, chiusi con cancelli e completamente circondati da pannelli di lamiera, da cui provenivano rumori di attività svolta con strumenti tipo flessibile e di colpi ripetuti di martello.

I militari, compreso che all’interno dell’area si stavano svolgendo lavorazioni meccaniche tipiche dell’attività illecita di recupero abusivo di rifiuti, sono entrati e hanno notato la presenza di un autocarro carico di rifiuti di natura ferrosa e due persone di origini romene, in abiti da lavoro, con guanti e scarpe antinfortunistiche, che stavano svolgendo lavori di cernita e trattamento di rifiuti. All’interno dell’area, fanno sapere gli investigatori, erano accumulati ingenti quantità di rifiuti speciali pericolosi e non, dei quali alcuni già trattati, smontati, svuotati dei liquidi (olii) ed altri ancora da vagliare. Inoltre, sotto una tettoia, era stata allestita una vera e propria officina utilizzata per il trattamento e smontaggio dei rifiuti. La prima persona interpellata ha dichiarato di svolgere attività di commercio rottami ferrosi, e di essere per questo iscritto all’Albo nazionale gestori ambientali per effettuare raccolta e trasporto di rottami ferrosi ma non era in grado di fornire gli atti autorizzativi. L’area sequestrata risultava di proprietà di due anziani signori, uno dei quali deceduto. I militari non hanno rilevato elementi per dedurre che l’altra proprietaria fosse stata a conoscenza dell’attività illecita svolta nel suo terreno, considerando anche la sua età avanzata, perciò allo stato delle indagini si escludeva a suo carico una responsabilità in merito.

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