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Ven 23 Ott 2026
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Rifiuti, Plures ricorre al Tar contro delibera Ato Toscana Centro su tariffe

 La multiutility Plures ha presentato ricorso al Tar della Toscana, secondo quanto si apprende, per l’annullamento della delibera 16/2026 dell’Ato rifiuti Toscana Centro, contenente la proposta tariffaria 2026-29 per gli ambiti tariffari dell’Ato stesso.

La delibera, che apriva la strada all’aumento delle tariffe sui rifiuti in ragione di un aumento dei costi del servizio, fu approvata dall’assemblea dell’Ato lo scorso 23 luglio, con 43 voti favorevoli, 13 contrari e due astenuti.  Secondo il ricorso di Plures, l’Ato avrebbe escluso dalla tariffa costi per 40,7 milioni di euro di Opex, 24,6 milioni di Capex e 0,3 milioni di componenti previsionali, determinando, secondo una perizia di Ref Srl, un rischio di impairment (svalutazione) per circa 132 milioni e minori entrate tariffarie fino al 2037 per 198,1 milioni.

Plures chiede l’annullamento della delibera e degli atti connessi, e che l’Ato ridetermini la tariffa 2026-2029 “coerentemente con i criteri e i principi delineati dal quadro normativo e regolatorio vigente”, con riserva di chiedere il risarcimento dei danni.

A giudizio della multiutility l’Ato avrebbe violato il metodo tariffario rifiuti Mtr-3 di Arera e gli articoli 24 e 26 del D.lgs. 201/2022, avendo “espunto integralmente il Piano degli Investimenti 2026-2029” e assumendo “investimenti pari a zero”, vanificando così la verifica dell’equilibrio economico-finanziario. L’Autorità avrebbe ritenuto rilevanti gli investimenti ai fini del Piano economico-finanziario, ma ne avrebbe rimesso la predisposizione a un procedimento successivo: una scelta definita nel ricorso “contraddittoria intrinseca”, perché l’equilibrio è stato accertato “escludendo a priori dal computo la variabile che, più di ogni altra, ne mette a rischio la tenuta”.

Secondo Plures, inoltre, l’Ato avrebbe introdotto un requisito non previsto dalla regolazione, subordinando il riconoscimento tariffario alla preventiva inclusione dell’investimento nel piano autorizzato: secondo quanto sostenuto nel ricorso, invece, bastano pertinenza, efficienza e certezza contabile: “La determinazione delle entrate tariffarie avviene sulla base di dati certi, verificabili e desumibili da fonti contabili obbligatorie”, ricorda la società, citando il Mtr-3. Il ricorso segnala inoltre il mancato aggiornamento del Piano d’Ambito, il “trattamento differenziato dell’inflazione tra costi operativi e costi di capitale”, la lesione delle garanzie partecipative, e una erronea qualificazione dell’esito del soccorso istruttorio.