Procura al lavoro su sequestro di persona, pista estorsione privilegiata dopo telefonata ai familiari.
Prato. Una richiesta di riscatto “ingente” è arrivata lunedì 1 dicembre ai familiari di Yang Yixian, il 46enne cinese residente a Empoli, prelevato nella notte tra sabato 29 e domenica 30 novembre all’uscita di un locale in via Udine da due uomini spacciatisi per poliziotti. La denuncia della moglie e di un amico ha trasformato la scomparsa in un’ipotesi di sequestro di persona a scopo di estorsione, reato su cui indagano il procuratore Luca Tescaroli e i carabinieri del Nucleo investigativo di Prato. La telefonata, ricevuta nella giornata di lunedì, fornisce il tassello mancante per confermare il rapimento: gli inquirenti mantengono riserbo sulla cifra esatta, definita però “ingente”, in linea con le presunte disponibilità economiche di Yang. Un amico ha riferito che in Cina l’uomo è accusato di una truffa da 6 milioni di euro legata a scommesse illegali su WeChat, il che potrebbe aver attirato malviventi convinti che i familiari potessero pagare somme elevate per riaverlo libero. Yang vive in Italia da circa un anno e non risulta destinatario di provvedimenti giudiziari italiani. Ore frenetiche in Procura: martedì 2 dicembre sono stati interrogati la moglie di Yang, i due conoscenti presenti al momento del prelievo (un uomo e una donna che lo hanno visto salire sull’auto scura dei falsi agenti) e altri testimoni. Nessun reparto di polizia era in zona alle 4:20, confermando la natura fasulla dell’operazione. Ipotesi come extraordinary rendition da parte di autorità cinesi o sparizione volontaria per sfuggire a creditori sono considerate remote, pur non escluse del tutto. La richiesta di riscatto, se autentica, è una notizia positiva per i familiari: indica che Yang Yixian è presumibilmente vivo. La comunità cinese di Prato segue la vicenda con apprensione via WeChat, dove circola la foto dell’uomo e l’invito a contattare i carabinieri allo 0574-7051 per segnalazioni. Le indagini proseguono con tracciamento di conti bancari, tabulati telefonici e ricerche nella zona industriale, tra capannoni simili che complicano le perlustrazioni.

