Presidio Usb a Firenze: “E’ una guerra non dichiarata”

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Un momento della manifestazione organizzata dall''USB contro i piani di privatizzazione delle aziende pubbliche, Roma 2 Ottobre 2015, ANSA/GIUSEPPE LAMI

Lo ha detto Stefano Cecchi (Usb Firenze) al presidio convocato oggi pomeriggio davanti alla prefettura di Firenze dal sindacato di base, nell’ambito dello sciopero nazionale del settore industriale di 4 ore contro le morti sul lavoro e per la sicurezza sui luoghi di lavoro.

“Anche oggi un lavoratore a Trento è morto, un addetto alle consegne: ci sono oltre 300 morti dall’inizio dell’anno, è una guerra non dichiarata dove i morti stanno tutti dalla stessa parte”.
“Le responsabilità – ha aggiunto Cecchi – sono di chi governa questo paese da oltre 25 anni e che non ha fatto niente per la salute la sicurezza dei lavoratori, anzi ha provveduto a smantellare gli strumenti di controllo e gli ispettori, e così è molto più facile anche per i datori di lavoro che non vogliono mettere in sicurezza i luoghi”. L’Usb chiede anche l’abolizione della legge Fornero “perché non si può lavorare in un cantiere a 65 anni”.
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