Slitta la fase due immaginata dopo le discussioni interne seguite alle elezioni regionali. Il Partito democratico regionale decide di far slittare l’assemblea regionale al mese prossimo. Troppi i noi da sciogliere interni al partito.
Il Partito democratico della Toscana decide di rimandare quella che era stata annunciata come la “Fase 2”, ovvero la fase della discontinuità. Una fase nuova che si sarebbe dovuta aprire ad inizio anno, con un appuntamento fissato per questo fine settimana alla Casa del Popolo di San Bartolo a Cintoia, Firenze. Una fase nuova che doveva servire a chiarire tanti contrasti sorti internamente al partito dopo le elezioni regionali. Dunque i territori ed è gioco facile portare l’esempio di Prato come emblematico. La città che è commissariata per un’indagine di corruzione e che ha visto le dimissioni della sindaca Pd e che dovrà affrontare un’elezione anticipata la prossima primavera, è la stessa città che ha dato alle passate elezioni regionali il record di voti al Pd. Nella persona dell’ex Sindaco Matteo Biffoni che però è stato escluso dalla Giunta e dai giochi nell’assetto politico della Regione del Giani Bis. Solo un esempio, altri territori hanno vissuto malumori analoghi. E poi c’è da aggiornare lo statuto regionale, da definire il nuovo regolamento dei congressi territoriali, ratificare il nuovo tesoriere. La questione dei nuovi segretari che andranno a rappresentare i territori e della loro provenienza di area diventa centrale, perché racconta degli equilibri interni di un partito che si prepara alla grande sfida delle elezioni politiche del prossimo anno. Di tutto questo si parlerà il prossimo 7 febbraio, dunque bisognerò poi aspettare la primavera per capire quali saranno i nuovi assetti. Nel frattempo la minoranza interna parla di accordi già fatti.


