Domenica a Pistoia il centrosinistra sceglie il suo candidato sindaco, ma la sfida tra Stefania Nesi e Giovanni Capecchi va oltre il significato più diretto delle primarie: è un test politico dopo anni di opposizione e un confronto tra due visioni diverse della stessa area.
Stefania Nesi o Giovanni Capecchi: quelle che si terranno domenica a Pistoia però non sono semplici primarie. Certo, costituiscono un passaggio decisivo per misurare la tenuta e la capacità di mobilitazione del centrosinistra cittadino dopo 8 anni di governo di centrodestra, ma sono anche la cartina di tornasole della competizione inattesa tra due dei giovani protagonisti del centrosinistra. Oltre che di due modi diversi di intenderlo. I principali sostenitori dei due candidati sono infatti dei big del Pd: nazionali – come nel caso di Marco Furfaro che supporta Capecchi – o regionali, come nel caso di Bernard Dika che promuove la candidatura di Nesi. Capecchi, professore universitario ed ex assessore, si presenta come candidato civico, sostenuto da una parte del Partito democratico e dall’area più vicina ad Alleanza Verdi e Sinistra. La sua candidatura nasce anche da una mobilitazione con raccolte firme e appoggi trasversali. Tra i temi al centro della sua proposta ci sono il rilancio della partecipazione politica, il contrasto all’astensionismo e una maggiore attenzione alle politiche sociali e alla mobilità urbana. Dall’altra parte Stefania Nesi, docente di economia e diritto e consigliera comunale, espressione del Pd cittadino. La sua candidatura è emersa da una decisione dell’assemblea comunale del partito. Tra le priorità indicate da lei ci sono il sostegno al tessuto economico locale e una visione più organica dello sviluppo della città.
La campagna elettorale interna è stata molto cordiale, fatta eccezione per la tensione salita in seguito ad una scritta sessista e offensiva su un muro comparsa negli scorsi giorni nei confronti di Nesi. La condanna unanime della politica ha spento però ogni polemica. E ora è il momento dei pistoiesi : il voto sarà aperto ai residenti nel Comune che si riconoscono nel centrosinistra. Per partecipare sarà richiesto un contributo simbolico e i seggi resteranno aperti fino alla sera. Sul territorio saranno allestiti 22 punti di voto. Resta alto, secondo alcune rilevazioni, il numero degli indecisi, segno di una competizione ancora aperta. Le primarie rappresentano così non solo una scelta di leadership, ma anche un passaggio decisivo per misurare la tenuta e la capacità di mobilitazione del centrosinistra pistoiese.


