Pereira: “Il 90% delle cene che ho organizzato a casa le ho pagate io”

Pereira Maggio

Firenze, il sovrintendente del Maggio Musicale Alexander Pereira, ha fornito alcune spiegazioni sulle spese da lui sostenute, con la carta di credito dell’ente lirico-sinfonico di cui il Comune è socio.

A Pereira erano arrivate critiche per aver pagato con la carta aziendale anche generi alimentari nei negozi come fornaio, pescheria, fruttivendolo. “Il 90% delle cene che ho organizzato a casa le ho pagate io, senza usare la carta di credito aziendale. – ha detto Pereira – Io tutte le settimane perdo un membro dell’Orchestra del Maggio perché la mia guadagna meno dell’Orchestra regionale della Toscana: questo non è possibile. Dobbiamo proteggere i nostri talenti”.

“Ho voluto essere in questa commissione in presenza perché mi piace spiegare le cose guardandosi in faccia. Quando sono arrivato al Maggio i debiti erano pari a 60 milioni e mi venne detto che potevo essere l’unico a salvarlo. Ero ‘famoso’ per trovare fondi. Quando ho accettato l’incarico al Maggio avevo già trovato 350 milioni di euro per le altre istituzioni che avevo diretto in passato. Adesso abbiamo ridotto i debiti a 52 milioni. Nell’ultimo anno ho trovato finanziamenti per 7,5 milioni e il bilancio è in positivo per 450.000 euro”.

“Se non avessi trovato i 7,5 milioni con gli sponsor la Fondazione del Maggio sarebbe fallita – ha aggiunto Pereira – Prima del mio arrivo il Maggio aveva 2,6 milioni di sponsorizzazioni, poi siamo arrivati a 4 nonostante il Covid. E ora, appunto, a 7,5 milioni”.

“Sono andato in Svizzera, a Gstaad, dove ci sono due sessioni all’anno in cui i grandi imprenditori si vedono. In quell’occasione sono riuscito ad ottenere risorse per il Maggio. In generale dei 7,5 milioni di finanziamenti per il 2021, 5 provengono dal mio lavoro – ha sottolineato Pereira alla Commissione di controllo – Quando i ristoranti erano chiusi per il Covid – ha anche spiegato – per me era importante invitare gli artisti a casa, è l’investimento più importante da fare. Basta pensare che Floris, uno dei più importanti tenori al mondo, mi ha ringraziato affermando che ero stato l’unico soprintendente ad averlo invitato a casa”.

“Amo cucinare – ha affermato Pereira – lo faccio anche per coccolare gli artisti. Stessa cosa per Daniele Gatti, che non sarebbe diventato direttore d’orchestra del teatro se non fosse stato mio ospite”.

“La mia idea è creare un Festival del Maggio permanente, tutto l’anno, visto che è l’unico in Italia che può avere una importanza internazionale”, ha anche detto Pereira lasciando capire che per raggiungere e mantenere un obiettivo di tale portata serve un notevole impegno. Per quanto riguarda i dipendenti, il sovrintendente ha spiegato anche che per il 2021 sono state “fatte tre settimane di cassa integrazione e una decina l’anno prima”.

“Col Covid c’era un forte problema sulle sponsorizzazioni. Le persone volevano rinunciare alle sponsorizzazioni, abbiamo dovuto convincere gli sponsor a non andare via e, nello stesso momento, ho cercato nuovi introiti. Però la speranza di trovare nuovi soldi a Firenze era zero. Firenze non è una città molto generosa. Per cui era chiaro che l’unica chance che avevo di far vivere il Maggio era trovare soldi all’estero. Avevo una rete molto forte in Svizzera, da qui i miei viaggi”.

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