Pd: Nardella, il partito sfidi Renzi e cambi nome, ‘chiamiamoci Democratici’

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09/05/2014 Firenze, convegno The State of the Union, nella foto Dario Nardella, vice sindaco di Firenze con il presidente del Consiglio Matteo Renzi

“Bene fa Zingaretti a chiedere lealtà alla maggioranza: non può essere solo il Pd a mostrare responsabilità di governo. Allo stesso tempo però non possiamo alzarci tutte le mattine e chiederci cosa fa Renzi: il Pd riprenda un’iniziativa politica forte parlando all’area più riformista del Paese e sfidando pure Renzi sui temi. La nostra ambizione deve essere un nuovo protagonismo, non la sopravvivenza”. Così il sindaco di Firenze, Dario Nardella, in un’intervista a La Repubblica in cui conferma la permanenza nel Pd.

Nardella propone “un congresso straordinario su temi e idee. Per rifondarci, ritrovare identità e Dna, rilanciarci. Fin dal nome: lo ripropongo, perché non ci chiamiamo Democratici? Questo Pd – esorta – esca dall’angolo: è come imprigionato nella dinamica governo-Renzi-Salvini. I due Mattei cercano visibilità provando a oscurare i rispettivi alleati. Italia Viva tira fuori le tasse? Noi rilanciamo su una vera riforma fiscale”.
“Italia Viva sbaglia ad attaccare il Pd, come ha fatto sulle tasse. Ma nei dem sbaglia chi demonizza Renzi, che può essere un alleato utile per parlare ai moderati: dobbiamo smettere di becchettarci a vicenda. Renzi e Zingaretti si parlino direttamente”, prosegue Nardella. “Non voglio attaccare Zingaretti, lo voglio attaccare, lo voglio spronare. Ha il merito di essere una persona inclusiva ed equilibrata, ma serve più intraprendenza. Anche coi nostri alleati. Non possiamo perderci dietro al correntismo sterile e autoreferenziale, basta tattica”, conclude.
“Ringrazio Massimiliano Piccioli per il lavoro che ha fatto in questi anni alla guida del Pd fiorentino riscuotendo anche ottimi risultati perché a Firenze tutte le più importanti sfide elettorali sono state vinte, da ultimo quella delle elezioni amministrative, e una parte del merito è senza dubbio del partito”. Ha commentato invece Nardella, a margine di un evento alla camera di commercio di Firenze, in merito alle dimissioni di Massimiliano Piccioli dal ruolo di segretario del Pd cittadino annunciate in occasione della direzione di ieri sera.
“Credo che il modo e i tempi con cui Piccioli è arrivato a questa decisione – ha aggiunto Nardella – siano corretti anche perché consentono, credo e mi auguro, un avvicendamento non traumatico. Si apre ora una fase delicata che il partito deve governare con attenzione e senso di responsabilità per individuare una guida autorevole, equilibrata, inclusiva. Non dobbiamo mai dimenticare – ha concluso Nardella – che il Pd di Firenze ha registrato il risultato elettorale più alto d’Italia e quindi rappresenta un punto di riferimento a cui guardano non solo a livello locale, ma anche a livello nazionale”.
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