La vittima sarebbe stata uccisa con un’arma da fuoco. Tutto è avvenuto fuori da un locale. Da quanto appreso una persona sarebbe stata fermata dalla polizia. L’uomo avrebbe chiamato il 112 per costituirsi. Le indagini sono condotte dalla squadra mobile.
Per il delitto avvenuto la notte scorsa ad Arezzo, poco prima di mezzanotte, tra le ipotesi all’esame della polizia una lite degenerata o contrasti di natura personale.
Secondo quanto emergerebbe dalle prime testimonianze, il presunto omicida, 35 anni, albanese, avrebbe reagito dopo aver visto la ex fidanzata parlare con la vittima, Gjergj Pergegaj, 30 anni il prossimo 19 aprile, anche lui originario dell’Albania, residente a Frassineto, frazione di Arezzo. Al momento, tuttavia, non vi sono conferme ufficiali.
Quattro i colpi di pistola che sarebbero stati sparati in località Olmo, nei pressi della rotatoria all’inizio di via Romana, davanti a un locale.
L’uomo fermato dalla polizia per l’omicidio del connazionale avvenuto poco prima di mezzanotte ad Arezzo, dopo essersi allontanato dal luogo del delitto ha chiamato, due ore dopo circa, il 112 dichiarando di volersi costituire e comunicando la propria posizione. Lo rende noto la questura di Arezzo spiegando che “immediatamente, volanti e squadra mobile” si sono precipitate nel luogo indicato dall’uomo, nei pressi delle colline sopra Rigutino, trovando l’uomo ad aspettarli a bordo della sua auto con la pistola “utilizzata per commettere il delitto, posseduta clandestinamente”. Omicidio volontario e porto abusivo di arma da sparo i reati che sono stati contestati all’uomo, incensurato e da anni residente ad Arezzo.
Le indagini sono condotte dalla squadra mobile, coordinata dal dirigente Davide Comito, per chiarire la dinamica e il movente. La salma di Gjergj Pergegaje è stata trasferita all’obitorio dell’ospedale San Donato di Arezzo in attesa dell’autopsia con tempi da definire.

