Dom 16 Giu 2024

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Nardella, nel Pd: “Ci vuole una nuova generazione di donne e uomini che hanno dimostrato di saper fare le cose”

Firenze, il sindaco Dario Nardella, è intervenuto alla sesta edizione della Festa dell’Ottimismo del Foglio, che si è tenuta nel Salone dei Cinquecento di Palazzo Vecchio.

Nel Pd “ci vuole una nuova generazione di donne e uomini che hanno dimostrato di saper fare le cose – ha detto il sindaco Nardella, e – bisognerebbe che tutti noi ci mettessimo insieme e lanciarsi in una grande sfida per il futuro del Pd, senza voler primeggiare, ma con la consapevolezza di essere un gruppo trasversale e forte. Io sono pronto: se si fa una cosa del genere, io ci sto”.

“Mi candido a portare delle idee” al congresso Pd, ha spiegato Nardella, “perché credo che oggi ci sia bisogno di una grande apertura della politica alla società civile, ci sia bisogno di idee forti, dirompenti, ma che camminano sulle gambe di persone credibili”.

“Penso che nel mio partito ci sia bisogno – ha aggiunto – di un impegno serio sulla politica concreta, ci sia bisogno di confrontarsi davvero sulle idee, ci sia anche bisogno di cambiare gruppi dirigenti, ci vuole una nuova generazione di donne e uomini che hanno dimostrato di saper fare le cose, non parlo solo per me, e certo non parlo prima per me. C’è una grande generazione che dovrebbe unirsi, dal sud al nord, dalla destra alla sinistra del mio partito, senza farsi condizionare dai gruppi di potere, dal tatticismo o dalle convenienze”.

“Ho il sospetto che i giovani oggi si sentano in generale poco attratti dalla politica italiana”, e per questo “dobbiamo rendere la politica più credibile e più interessante. La politica è una cosa straordinaria – ha affermato -, perché tutto ciò che ci riguarda, che ci sta cuore, e che sta a cuore anche ai giovani, come il lavoro, l’ambiente, la scuola, tutte queste conquiste sono prima di tutto conquiste politiche”.

Secondo Nardella “bisogna saper utilizzare gli strumenti di comunicazione, ma parlare con i ragazzi non è facile perché se ne accorgono subito che li vuoi cooptare o convincere, i ragazzi sono molto svegli e selettivi, quando c’è un politico che fa il piacione si mettono a ridere e vanno avanti. La prima cosa che secondo me la politica deve fare è ascoltare i giovani, perché hanno da dire molte più cose di quanto non si possa immaginare, e non solo sui temi che magari possiamo tutti quanti attenderci come la scuola e l’università, ma anche sulla grande questione dell’ambiente e sul lavoro”.

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