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Sab 11 Apr 2026
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Moby Prince: Pittalis, esclusa negligenza equipaggio e nebbia

“Una cosa mi sento oggi ancor di più con forza testimoniare: noi possiamo con granitica certezza escludere che vi possa essere stata qualsivoglia, neanche la più lieve, negligenza da parte dell’equipaggio e del comandate Chessa nelle operazioni di navigazione dall’uscita del porto. E devo dirvi che siamo assolutamente certi che quella sera nella rada del porto di Livorno non vi era alcuna nebbia o alterazione atmosferica che potesse creare dei problemi alla navigazione”. Lo ha detto oggi a Livorno, Pietro Pittalis, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla tragedia del Moby Prince, nel suo intervento in Fortezza Nuova nel corso della deposizione di una corona alla scultura Koningin Juliana, monumento in ricordo delle vittime del Moby Prince in occasione del 35esimo anniversario del disastro avvenuto il 10 aprile 1991 e costato la vita a 140 persone.

“Posso assicurarvi – ha proseguito Pittalis – che abbiamo lavorato in silenzio con sobrietà senza clamore mediatico come si conviene a una vicenda di questa portata, ma al contempo con un instancabile e un continuo lavoro che vede tutti i membri della Commissione di tutte le forze politiche nel lavoro di ricostruzione certosina, non lasciata al caso, con una dedizione anche da parte di alcuni membri e dei consulenti che dedicano giorno e notte per analizzare anche ogni frammento di ogni documento che aiuti a ristabilire la verità su quanto accaduto la notte del 10 aprile del 1991.

Nel corso di questi due anni abbiamo fatto degli accertamenti che ci consentono di poter trarre qualche conclusione: abbiamo in cantiere ancora del lavoro da fare e contiamo entro la fine dell’anno, primi mesi del prossimo, di poter consegnare una relazione definitiva che vi assicuro sarà fondata non su giudizi sommari, non su ricostruzioni suggestive, ma su quanto questa Commissione ha potuto accertare e riscontrare da dati oggettivi. Abbiamo davvero all’esame molte contraddizioni, molti non ricordo. Ci pare quantomeno inverosimile che questi ‘non ricordo, non so niente’ o alcune contraddizioni che avremo modo di evidenziare, vengano da chi aveva responsabilità di comando, di controllo e di decisione. Così come sul versante dei soccorsi la Commissione ha voluto fare approfondimenti e posso senz’altro dire che senza anticipare qui le conclusioni, sono più le carenze che gli aspetti di buona organizzazione.

Questo a me dispiace evidenziarlo perché anche su quel fronte probabilmente qualcosa in più poteva essere fatto. Così come abbiamo potuto appurare anche tutte le poche luci e molte ombre che residuavano sugli aspetti degli accordi assicurativi, sui quali daremo una dettagliatissima ricostruzione e rispetto ai quali devo dirvi la cosa ancora più incredibile è che neppure gli autori di quegli accordi, chi li sottoscrisse, ha saputo dare una qualche plausibile giustificazione, sempre trincerandosi nei ‘non ricordo, non so niente o non era il mio compito’. Ecco io ho il dovere istituzionale di dirà la verità senza riserve e senza coperture da parte di nessuno e per nessuno”.