Mar 18 Giu 2024

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Macerata: Rossi, sparatoria ricorda strage di Firenze

“Purtroppo sì”, quanto avvenuto oggi a Macerata ricorda la strage di Piazza Dalmazia a Firenze del 2011. Lo ha detto il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, parlando con i giornalisti a margine della iniziativa elettorale di LeU oggi al teatro Puccini di Firenze.

“Temo che il razzismo ormai sia alimentato – ha aggiunto – e che occorra fare di tutto per dire no a questa cosa e per dire che noi non ci stiamo. Il rispetto per tutti è alla base della
nostra Costituzione. Dobbiamo stare molto attenti al clima che si tende a creare rispetto a chi è venuto nel nostro paese con la speranza di costruirsi un futuro diverso”.
C’è bisogno, secondo Rossi che “si ricostruisca un clima di rispetto, si abbassino i toni, si entri nei contenuti”. Dall’esponente Leu critiche alla Lega nord che è ormai “neo fascismo e razzismo, hanno scelto questa strada che è ben diversa dal passato. E’ grave – ha concluso – che Fi, un partito neoliberista, abbia deciso di allearsi senza porre alcune pregiudiziali fondamentali. In democrazia la Costituzione impone a tutti il rispetto”.

Due senegalesi uccisi, altri tre loro connazionali feriti uno dei quali rimasto paralizzato:
questo il tragico bilancio dell’agguato avvenuto in due diversi mercati a Firenze il 13 dicembre 2011 per mano di Gianluca Casseri, 50 anni, simpatizzante di estrema destra, che poi si tolse la vita.
Casseri, in una sorta di caccia per la città ai venditori ambulanti di colore, agì prima in piazza Dalmazia, nell’immediata periferia nord della città, dove sparò, con una pistola Smith & Wesson 357 Magnum, uccidendo Samb Modou, 40 anni, e Diop Mor, 54 anni e ferendo gravemente Moustapha Dieng, oggi 41 anni: l’uomo riportò una lesione spinale che lo ha reso disabile. Quindi Casseri raggiunse in auto piazza San Lorenzo, nel cuore di Firenze, dove ferì Sougou Mor, all’epoca 32 anni, e Mbenghe Cheike, che oggi ne ha 49. Braccato dalla polizia, Casseri, rifugiatosi nel parcheggio sottostante il mercato
coperto di San Lorenzo, si suicidò con la stessa pistola con cui aveva seminato morte e terrore in città nella suo raid razzista. Il 2 giugno 2013 i tre senegalesi rimasti feriti hanno ottenuto la cittadinanza italiana concessagli dall’allora Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano.

“Esprimo la mia totale vicinanza alla città di Macerata. Anche Firenze conosce quel dolore, ma non ci siamo abbassati al loro livello. A chi usa la violenza per seminare odio, noi rispondiamo con i nostri valori di solidarietà e di civile convivenza”. Lo scrive su twitter il
sindaco del capoluogo toscano Dario Nardella, commentando il raid di stamani a colpi di pistola contro immigrati nella città marchigiana.

 

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