Livorno, ex sindaco Nogarin a giudizio per omicidio colposo per Alluvione 2017

Nogarin

L’ex sindaco di Livorno, Filippo Nogarin è stato rinviato a giudizio dal gup livornese per omicidio colposo plurimo nell’ambito del procedimento per l’alluvione nella città toscana del 10 settembre 2017 in cui morirono otto persone.

Lo stesso gup ha invece assolto Riccardo Pucciarelli, l’ex comandante della polizia municipale allora a capo della protezione civile comunale, che aveva scelto il rito abbreviato. La procura di Livorno aveva  chiesto al gip di rinviare a giudizio  Nogarin, l’11 settembre del 2019. “Per certi versi sono sollevato: finalmente sarà un giudice terzo e dunque indipendente a valutare i fatti e i documenti e ad esprimersi sul mio operato”, aveva  commentato l’ex primo cittadino. “Perché tutti i cittadini di Livorno hanno il diritto di avere giustizia. E io continuo a credere profondamente nella giustizia”.

L’inchiesta è stata aperta il giorno dopo l’improvvisa ondata di maltempo che ha colpito la città di Livorno. Notevoli sono stati i danni causati dai tre torrenti ‘tombati’. Le case adiacenti ai corsi sono state invase da acqua, fango e detriti. I morti sono stati 8 tra le quali Filippo, un bimbo di 4 anni, i suoi genitori e il nonno.
Le indagini, inizialmente contro ignoti, nel gennaio 2018 hanno portato al coinvolgimento di Nogarin, all’epoca sindaco di Livorno. I pm della procura livornese, guidata dal procuratore Ettore Squillace Greco, lo avevano interrogato in merito alla vicenda, così aveva rivelato sul suo profilo Facebook. Nel dicembre dell’anno scorso era giunto l’avviso di chiusura delle indagini a cui sono seguiti altri accertamenti richiesti dai due indagati.
Il processo si aprirà il prossimo 12 maggio alle 10 davanti al giudice monocratico Ottavio Mosti. L’inchiesta che ha portato a giudizio Nogarin – eletto sindaco di Livorno per il M5s nel 2014, in carica come primo cittadino fino al 2019, attualmente presidente di Metropark, società del gruppo Fs – venne aperta il giorno dopo l’improvvisa ondata di maltempo che scaricò una quantità d’acqua incredibile su Livorno. Morte e devastazione arrivarono da tre torrenti ‘tombati’: acqua, fango e detriti invasero di notte le case che si trovavano lungo i loro corsi e portarono via otto persone tra le quali Filippo, un bimbo di 4 anni, i suoi genitori e il nonno. Le indagini, inizialmente contro ignoti, portarono poi, nel gennaio 2018, al coinvolgimento di Nogarin: a rivelarlo fu lo stesso ex primo cittadino su Fb, spiegando di essere stato interrogato dai pm della procura livornese guidata dal procuratore Ettore Squillace Greco.
La procura contestava a Nogarin e a Pucciarelli, oggi assolto, non la mancata previsione di quanto accadde ma in sostanza l’inerzia delle loro condotte quella notte quando tra l’altro non fu lanciato alcun allarme alla popolazione. Nogarin ha sempre rivendicato la correttezza della condotta tenuta la notte della tragedia che, sono le sue parole nella relazione di fine mandato nell’aprile 2019, “ha segnato me e la mia anima in modo indelebile”: “Vedere otto persone perdere la vita in poche ore, nella propria città, quando tutti pensavamo di essere al sicuro, non è accettabile”.
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