Le Gattoparde arrivano al Fabbricone con le Nina’s Drag Queens

Gattoparde
Foto di MATTEO COLOMBO

Con LE GATTOPARDE – L’ultima festa prima della fine del mondo, da giovedì 8 a domenica 12 dicembre al Teatro Fabbricone le Nina’s Drag Queens si tuffano nella grandiosa decadenza di un mostro sacro del nostro immaginario nazionale, Il Gattopardo, romanzo di Tomasi di Lampedusa e film di Luchino Visconti, e ne riemergono mescolando le carte in tavola e miscelando sacro e profano con una drammaturgia collettiva guidata da Lorenzo Piccolo (20.45 feriali, 19.30 sabato, 16.30 domenica).

La scena e l’azione vengono sviluppate dal passaggio più famoso del romanzo di riferimento: il ballo, un momento di socialità importante, in cui non mancano abiti eleganti e appariscenti mentre vengono serviti piatti prelibati e calici di vino e dove, soprattutto, si puó incontrare chiunque. È proprio il viavai degli ospiti più disparati a costituire l’intreccio, a dare l’idea di folla e delle diverse situazioni che accadono nello stesso momento, anche se in angoli separati della sala. Il pubblico vede entrare prima quattro amiche, poi una scrittrice con il suo agente, e ancora Raffaella Carrà, le Garibaldine, l’impersonificazione dell’Italia con al seguito Roma che tiene al guinzaglio la Vittoria (riferimento alle parole dell’inno nazionale “dov’è la Vittoria, le porga la chioma, che schiava di Roma Iddio la creò”). Ognuna di loro è una “gattoparda”, simbolo della decadenza di un’epoca. Ad una festa come si deve balli e canti non possono mancare: i dialoghi vengono così costellati da passi di danza, giravolte, canzoni in playback e persino da un momento di potente house music. Inoltre siccome,“la storia d’amore, ci vuole sempre” scoccherà la scintilla tra Rosaria e Diana…

In scena, ognuna interpretando più ruoli, le Nina’ Drag Queens: Alessio Calciolari, Gianluca Di Lauro, Sax Nicosia, Lorenzo Piccolo, e Ulisse Romanò, che cura anche la regia. Lodevoli le scene corali e le coreografie, le musiche originali di Gianluca Misiti e i costumi di Daniela Cernigliaro, che non passano inosservati e che vengono portati con grande stile.

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