Infermiera derubava pazienti in fin di vita

Infermiera

Prato, secondo l’esito di un’indagine dei Carabinieri, un’operatrice sociosanitaria dell’ospedale Santo Stefano, avrebbe derubato pazienti in fin di vita, impossessandosi del loro bancomat, ed in un caso, l’infermiera si sarebbe addirittura impossessata ed usato una carta per gli acquisti di una donna appena morta.

Dopo avere sottratto le carte bancomat, l’infermiera andava a fare spese per importi inferiori ai 25 euro in modo da non dover inserire il codice Pin, che naturalmente non aveva. I Carabinieri l’hanno denunciata per furto aggravato e frode informatica.

Le spese venivano fatte in negozi di Prato, in date e orari incompatibili con la situazione, visto che i derubati erano persone ricoverate e per la gravità della loro degenza non avrebbero certamente potuto usare i bancomat.

Le indagini dei carabinieri hanno fatto anche luce sul caso della paziente derubata dopo la morte e le hanno accreditato altri eventi simili nei quali le vittime erano altri pazienti ricoverati in gravi condizioni e in un caso, perfino una collega sanitaria.

Le indagini si sono sviluppate attraverso una ricostruzione dei movimenti della donna immediatamente dopo le appropriazioni, con specifiche attività condotte sia presso gli esercizi commerciali ove aveva effettuato gli acquisti fraudolenti, ma anche mediante osservazioni e appostamenti presso l’ospedale teatro dei furti avvenuti tra aprile e giugno.

Decisiva la collaborazione della direzione sanitaria dell’ospedale che ha collaborato con i militari. “I primi a vergognarsi di quanto accaduto siamo stati noi, perché ovviamente i familiari ci affidano i loro cari in tutto e per tutto. Siamo molto dispiaciuti e abbiamo immediatamente collaborato all’indagini”, ha detto la direttrice dell’ospedale di Prato, Sara Melani.

“Si tratta di un crimine odioso”, ha detto il comandante dell’Arma, Sergio Turini. Le indagini ora stanno approfondendo i periodi precedenti a quelli dell’assegnazione in organico all’ospedale di Prato. In precedenza, l’operatrice sanitaria aveva lavorato a lungo presso l’ospedale di Siena e si cerca ora di capire se ci fossero state denunce o episodi simili anche là.

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