Inchiesta KEU, sindaca Empoli Barnini: “Regione convochi tavolo SR 429”

Sindaca Empoli
foto tratta da profilo FB

La sindaca di Empoli: “Abbiamo bisogno di poter dare risposte certe ai cittadini su tempi e modalità con cui dovrà essere effettuato il procedimento di bonifica”

Mentre cominciano ad arrivare sempre più conferme sull’inquinamento determinato dal keu (il rifiuto prodotto dalle lavorazioni conciarie del distretto di santa Croce al centro di uno dei filoni dell’inchiesta sulla ‘ndrangheta in Toscana) sale la preoccupazione dei cittadini degli amministratori. la sindaca di Empoli, Brenda Barnini ha scritto una lettera ufficiale per chiedere che  “in attesa di conoscere ufficialmente i risultati delle analisi, che al momento non sono state indirizzate alla conoscenza dell’amministrazione comunale chiediamo subito alla Regione di convocare il tavolo di coordinamento voluto dall’assessore all’ambiente Monia Monni con Arpat, Regione Toscana e i Comuni interessati”.

“Abbiamo bisogno di poter dare risposte certe ai cittadini su tempi e modalità con cui dovrà essere effettuato il procedimento di bonifica” scrive ancora la sindca. Che aggiunge “nel frattempo, ovviamente, andiamo avanti con la progettazione dell’estensione dell’acquedotto e chiediamo ad Arpat di garantire la frequente verifica dei pozzi privati”.

Intanto si fanno sempre più insistenti le notizie di esiti sul potenziale inquinante depositate illecitamente sotto il rilevato della Strada regionale 429 della Val d’Elsa e di cui si sta occupando in proprie inchieste la Direzione distrettuale antimafia di Firenze insieme ai Carabinieri Forestali.  E’ emerso infatti che valori più alti della norma di Keu (le scorie di ceneri della lavorazione chimica conciaria) sono stati trovati nella parte alta del rilevato stradale, dove è stata accertata la presenza di 1.592 microgrammi di cromo per chilogrammo, pari al doppio del limite di 800 microgrammi per chilo consentito per i terreni industriali (150 grammi per litro il limite per terreni verdi).

I valori più preoccupanti tuttavia arrivano dai test di rilascio nel terreno dei contaminanti, ossia quando può inquinare il materiale uno volta attraversato da agenti atmosferici come ad esempio la pioggia. In questo caso gli esami hanno rilevato una quantità di cromo di 1.331 grammi per litro, pari a oltre 26 volte il limite previsto dalla legge (50 grammi per litro). Anche alla luce di queste notizie la sindaca  Barnini ha ribadito “quanto detto nell’assemblea pubblica al circolo di Sant’Andrea del 10 giugno: dall’inizio della vicenda e nemmeno oggi gli inquirenti hanno evidenziato profili di pericolo immediato per la salute pubblica cosa che li avrebbe necessariamente dovuti portare a fare ben altro tipo di comunicazione all’amministrazione comunale”.

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