Inchiesta concerie: controlli gratuiti a tappeto da parte dell’Arpat

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Inchiesta concerie: controlli gratuiti a tappeto da parte dell'Arpat
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Dopo l’inchiesta della Procura sui rifiuti delle concerie nel distretto di Santa Croce via libera da parte della Regione Toscana a controlli a tappeto da parte dell’Arpat, l’Agenzia regionale di protezione ambientale.

I controlli saranno gratuiti per tutti coloro che chiameranno il numero verde e che vorranno verificare se i loro pozzi sono inquinati dai residui dei fanghi di conceria. Non solo nelle vicinanza della strada 429, nell’empolese, ma anche a Montaione, Crespina Lorenzana, Massarosa e Peccioli. Come ci ha raccontato Marcello Mossa Verre, direttore generale dell’Arpat.

Arpat già da alcuni giorni sta raccogliendo le richieste provenienti dai cittadini attraverso il numero verde 800 800 400, attivo tutte le mattine dal lunedì al venerdì con orario 9,00 – 13,00 e il pomeriggio, dal lunedì al giovedì, con orario 14,00 – 18,00.

Il Direttore generale di Arpat, Marcello Mossa Verre, ha raccontato ai nostri microfoni: “abbiamo ricevuto circa 50 domande di analisi e sono iniziati i primi campionamenti di pozzi situati nelle vicinanze della Strada Regionale 429 Lotto V. I pozzi campionati finora sono 14 e le analisi, eseguite presso i laboratori dell’Agenzia, sono finalizzate alla ricerca di metalli e cromo esavalente”.

Il monitoraggio arriva a seguito di quanto emerso dall’ “operazione KEU”, ovvero l’inchiesta della Procura sui rifiuti nel distretto di Santa Croce. Tutta l’operazione ha avuto origine, nel 2017, anche grazie ad un’indagine di ARPAT, Dipartimento di Pisa.

Il KEU è un materiale derivante dal trattamento termico dei fanghi di depurazione prodotti dal depuratore Aquarno, nel quale vengono convogliati i reflui delle aziende conciarie di Santa Croce; le miscele di Keu, con altri materiali inerti, venivano qualificate come sottoprodotto e commercializzate dall’impresa di Lerose, come materiale per vari impieghi; a seguito di alcune indagini tecnico-analitiche, tuttavia, il materiale è risultato non possedere le caratteristiche necessarie per essere considerato un sottoprodotto, bensì un vero e proprio rifiuto speciale. Adesso i controlli dell’Arpat si estendono anche al altri comuni, anche lontano dalla strada statale 429.

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