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IL CAFFE’ SCORRETTO 19 Ottobre 2020 – Il Topolino e la Montagna

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IL CAFFE' SCORRETTO 19 Ottobre 2020 - Il Topolino e la Montagna
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La rubrica a cura di Domenico Guarino  va in onda tutte le mattine alle 8.10 nella trasmissione 30 Minuti su Controradio. Per leggere ed ascoltare tutti i ‘caffè’ vai QUI

Dunque la montagna ha partorito il topolino. Per fortuna. A parte la questione, comunque non secondaria degli sport di base, il testo del nuovo DPCM aggiunge poco a quello che già c’era. E di fatto ci parla di una nuova strategia, messa nero su bianco dallo stessoConte quando afferma che ‘bisogna conciliare salute ed economia’.  E istruzione, aggiungeremo noi. Roba che chi lo diceva solo un paio di mesi fa, veniva  crocifisso sulla pubblica piazza. Un principio realistico, che passa attraverso la semplice constatazione che tutto, anche la salute stessa, è economia. E che un paese impoverito, se non sul lastrico, un paese socialmente sotto pressione, è un paese naturalmente  meno sano. Se volete è lo stesso principio che Paesi come la Germania, la Svizzera o anche  la Svezia hanno  messo in campo sin dall’inizio. Nessuno lo dice, ma è così.   Dunque si cambia rotta. I lock down generalizzati,  una mossa disperata  come fu definita dallo stesso superconsigliere del ministro Speranza, Walter Ricciardi, in un articolo poi rimosso, non sono più all’orizzonte. Oggi della malattia si sanno molte più cose. La convivenza col virus diventa pratica di Governo. Almeno per ora.  Certe misure, come lo spostamento degli orari d’ingresso alle superiori, o l’aumento dell’offerta del Trasporto pubblico locale attraverso convenzioni con i privati, potevano essere  prese  prima. Altre , come la protezione delle RSA e il rafforzamento della medicina territoriale, si spera  vadano finalmente a regime.  Rimane il fatto che per ora, a quanto ci raccontano le cronache e i retroscena, Conte ha stoppato la linea più rigorista, quella che voleva mandare la polizia nelle case degli italiani a controllare gli assembramenti fin dentro  salotto.  Più fiducia nei cittadini. Sperando che sapranno meritarsela. A partire da una maggiore tranquillità, che gioverebbe a tutti.

 

DG

1 commento

  1. Più a freddo, cadono le braccia.
    Provvedimenti spot.
    Del resto un ritardo di 6 mesi non lo si recupera con un DPCM, strumento adatto solo a PRODURRE GUAI, non a risolvere i problemi. Il DPCM è un editto podestale, ma Conte non è un podestà. È un amministratore di condominio che deve tener conto degli umori e delle pretese di tutti i condomini e pure dei parenti che fanno loro visita. Delle ditte addette alla manutenzione, come pure dei possibili competitor alla sua carica.
    Da qui il coinvolgimento dei sindaci che lo accusano subito di scaricabarile, il diniego a utilizzare il MES per salvare la ridicola bandierina dei 5stelle già noti alle cronache per un reddito di cittadinanza che ha favorito il lavoro a nero e non ha prodotto ALCUN risultato in termini di nuova occupazione. Come se prendere i soldi con lo SURE fosse gratuito e aspettare il 10% del Recovery a metà 2021 – se mai arriverà- fosse sostenibile.
    Da qui pure i divieti ai dilettanti e il via libera ai professionisti,
    i paternalistici moniti alle palestre,
    l’ennesimo cazzotto nei denti ai bar e il salvataggio dei ristoranti, le promesse che non costano e le erogazioni a pioggia che non risolvono.
    In più, spostamenti di un’ora agli ingressi alla scuola e invito a fare la dad senza esagerare sennò all’Azzolina le si sbafa il rossetto.
    Del servizio trasporto pubblico e del controllo delle RSA, il nulla cosmico eccetto la promessa di pensarci.
    Aspettando che il virus se ne vada prima di irrorare di vaccini sperimentali ma non sperimentati i poveri sudditi.
    Tanto i sondaggi gli daranno ragione, perché un po’ di coprifuoco è già nell’aria (basteranno tre titoloni Repubblica – Fatto, un paio di accorati appelli di virologi a gettone, un messaggio urbi et orbi di Mattarella sull’ora delle decisioni irrevocabili giunta), mentre già il pugno di ferro sui nipotini della movida farà contenti i nonni pensionati e il funnyworking degli statali gli garantiranno un bell’applauso rigorosamente virtuale e mediatico.
    Tanto il condominio non crolla di sicuro, la data di scadenza è del 2023. E i lavori indispensabili verranno pagati alle ditte dal 2024 a chissà quando.

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