Preso uno scenario di rincaro del 50% del costo dei beni energetici importati per almeno 12 mesi, l’Irpet stima per la Toscana – per effetto della guerra in Medio Oriente – la possibilità di un aumento dell’inflazione dell’1% e una riduzione del Pil dello 0,3%.
Secondo l’irpef, comunque, “una più rapida risoluzione del conflitto potrebbe attenuarne sensibilmente gli impatti”. Lo studio è stato illustrato dal direttore dell’istituto per la programmazione economica regionale, Nicola Sciclone. “Gli effetti della guerra si trasmetterebbero anche alle imprese – spiega l’Irpet – , incidendo sui costi di produzione, trasporto e utenze e mettendo a rischio la redditività di circa 15.000 imprese toscane. Le possibili ricadute occupazionali coinvolgerebbero oltre 111.000 lavoratori, con intensità differenziata tra i settori in base alla rispettiva intensità energetica. Anche le famiglie subirebbero un aggravio significativo, quantificato in circa 768 euro annui medi per nucleo: tale aumento inciderebbe per l’1,7% sul reddito familiare e graverebbe in misura relativamente maggiore sui nuclei con minore disponibilità economica”.
“I riflessi della guerra non possono essere visti solo per gli scontri che da un punto di vista etico ci stanno coinvolgendo tutti: sul piano economico il salasso è forte”.
Lo ha affermato Eugenio Giani, presidente della Regione Toscana, presentando lo studio dell’Irpet.
“Il nostro appello è accelerare sulla via diplomatica per un accordo e verso la pace”, ha sottolineato. Il governatore toscano, in questo contesto, chiede di ridurre le accise sui carburanti, e annuncia di voler portare in approvazione nei tempi previsti la delibera sui siti idonei per le energie rinnovabili. “Da tempo – ha spiegato – stiamo tenendo i conti dell’economia toscana durante il conflitto iniziato tre settimane fa da Israele e Stati Uniti nei confronti dell’Iran. Ho chiesto a Irpet di fare una breve analisi che offrisse subito dei riferimenti. Usciamo da un’economia che nell’ultimo trimestre 2025 dava segnali incoraggianti. La Toscana si presenta con l’export in crescita, fra le prime tre in Italia da questo punto di vista”.
L’economia toscana, malgrado ciò, “vive però un momento di incertezza dovuto al conflitto, e quindi l’appello alla pace è fatto anche per tutelare la nostra economia”, ha concluso Giani, osservando che secondo le stime Irpet ci potrebbero essere ripercussioni negative per un’economia “di 15.000 imprese e di 111.000 lavoratori “, e sottolineando che “la situazione economica potrebbe peggiorare soprattutto se vi sarà un allargamento del conflitto

