Fiorentina, Nardella: nuovo stadio non sorgerà in altro comune

Batistuta Nardella

“In tempi relativamente rapidi – ha spiegato Nardella – con la nuova proprietà della Fiorentina troveremo la soluzione migliore”

“Mi sento di escludere che lo stadio si faccia in un altro comune, assolutamente”. Lo ha detto Dario Nardella, sindaco di Firenze, parlando del progetto di nuovo stadio per la Fiorentina, in occasione della presentazione di alcuni interventi sull’illuminazione pubblica nelle periferie. “In tempi relativamente rapidi – ha spiegato – con la nuova proprietà della Fiorentina troveremo la soluzione migliore“.

In questa ottica Michele Uva, il vicepresidente Uefa scelto da Nardella come consigliere speciale per gli impianti sportivi, secondo il sindaco “ci aiuterà nel dipanare la matassa dello stadio su cui ancora non abbiamo raggiunto una decisione definitiva”, perché “è uno dei massimi esperti di stadi in Europa, e ci aiuterà ad analizzare gli aspetti tecnici e finanziari che riguardano la realizzazione dello stadio.

Non si sostituisce ai nostri uffici, sarà mio consigliere personale diretto, sullo stadio e sui grandi impianti sportivi che da qui a tutto il mandato potremmo decidere di progettare, come la cittadella dello sport di Campo di Marte”.

“Saremmo contenti se, oltre a finanziare concretamente il piano periferie già provato dai governi precedenti, l’attuale governo continuasse con nuovi investimenti per andare avanti sul fronte della riqualificazione delle periferie delle nostre città” ha poi  detto  Nardella. Parlando dello sblocco dei fondi del piano periferie, Nardella ha detto che “dovremmo esserci, seppure con molti mesi di ritardo: mi auguro che non vi siano nuove sorprese nel trasferimento di queste risorse che sono molto importanti per completare il piano periferie, anzi, Anci ha più volte ribadito che quello è lo strumento giusto per riqualificare le periferie delle nostre città. Troppe volte ci lamentiamo dei problemi di sicurezza, di illegalità: bene, dobbiamo sapere che se noi riqualificassimo più velocemente meglio le nostre periferie, dall’edilizia popolare all’illuminazione, dalla viabilità alle telecamere di videosorveglianza, potremmo avere maggiori risultati sul presidio del territorio. Noi andremo avanti in questa direzione”.

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